Palazzo del Sedile, il simbolo di Piazza Mercantile

Affacciato sulla piazza più scenografica della città vecchia, il Palazzo del Sedile racconta cinque secoli di storia barese con la pacatezza di un anziano signore seduto al caffè.

C’è un edificio, in Piazza Mercantile, che la maggior parte dei baresi guarda ogni giorno senza guardarlo davvero. È il Palazzo del Sedile, e si trova nel punto più centrale possibile della piazza, con la sua torre dell’orologio che continua a misurare il tempo della città vecchia da circa quattro secoli. Eppure capita una cosa curiosa con questo palazzo: tutti sanno che esiste, tutti gli passano accanto, ma se chiedi a un barese medio cosa fosse esattamente, di solito ottieni un’alzata di spalle e una formula vaga del tipo “qualcosa di importante, credo”. Cosa fosse esattamente, in effetti, vale la pena raccontarlo — perché la sua storia è uno dei pezzi più affascinanti della Bari pre-moderna.

Il Palazzo del Sedile è stato per secoli la sede dei nobili baresi, ovvero il luogo in cui si riuniva la magistratura aristocratica che amministrava la città. Costruito nella seconda metà del Quattrocento su progetto dell’architetto Nicodemo Barnaba, era l’equivalente barese dei “sedili” napoletani — quei consigli nobiliari tipici delle città del Mezzogiorno in epoca aragonese, dove le grandi famiglie patrizie decidevano le sorti della comunità con la stessa naturalezza con cui oggi si decide il menù della cena. Da qui si proclamavano i decreti, si firmavano gli atti pubblici, si pronunciavano le sentenze. Era, in pratica, il comune medievale di Bari — molto prima che esistesse l’idea di comune come la intendiamo oggi.

Il palazzo, però, non è arrivato fino a noi indenne. Nel 1661 un incendio devastante distrusse una parte significativa dell’edificio, costringendo i baresi a una ricostruzione importante che cambiò per sempre il suo aspetto. La torre dell’orologio che vediamo oggi, con la sua eleganza un po’ barocca un po’ classicheggiante, è il risultato di quell’intervento secentesco — un dettaglio che fa del Palazzo del Sedile uno di quei rari edifici in cui due epoche convivono senza forzature, raccontandosi a vicenda. Oggi, purtroppo, l’interno è chiuso al pubblico, ma la facciata e la torre meritano qualche minuto di sguardo attento, soprattutto al tramonto, quando la pietra calcarea si accende e l’orologio, da lassù, sembra ancora avere qualcosa da dire alla città che si muove ai suoi piedi.

APPROFONDIMENTO: Alla scoperta dei palazzi storici di Bari

Storia del Palazzo del Sedile di Bari vecchia

palazzo del sedile piazza.mercantile bari vecchia
Palazzo del Sedile – Foto: Pietro Rogondino

Per capire il Palazzo del Sedile bisogna fare un piccolo sforzo di immaginazione e tornare a una Bari del Quattrocento che oggi facciamo fatica a visualizzare. Era una città stretta, fortificata, vissuta in altezza più che in larghezza, con le grandi famiglie nobili che la amministravano dall’interno delle proprie case-torri come se la cosa fosse perfettamente normale. In quegli anni il Regno di Napoli era saldamente in mano agli Aragonesi, e gli aragonesi avevano un sistema di governo locale che oggi definiremmo, con un misto di ammirazione e perplessità, creativo: nelle città del Mezzogiorno venivano istituiti i Sedili, organismi nobiliari in cui le grandi famiglie patrizie si riunivano per decidere le sorti della comunità. A Bari il Sedile esisteva da tempo, ma si riuniva un po’ dove capitava — in chiese, in case private, in qualche cortile prestato per l’occasione. Era arrivato il momento di darsi un tetto degno della funzione. Così, nella seconda metà del 1400, venne deciso di costruire un palazzo apposito, e l’incarico fu affidato all’architetto Nicodemo Barnaba.

Il risultato fu un edificio elegante e funzionale insieme, perfettamente inserito nel cuore di Piazza Mercantile — che già allora era il centro economico e civico della città. Da quel momento il Palazzo del Sedile divenne il vero comune medievale di Bari: qui si riunivano i nobili, qui si firmavano i decreti, qui si proclamavano le sentenze, e da qui si annunciavano alla folla riunita in piazza le decisioni più importanti. Era anche, in un certo senso, una specie di teatro civico: la facciata con le sue logge funzionava da palcoscenico, da cui le autorità si rivolgevano ai cittadini come si farebbe da un balcone presidenziale. Per qualche secolo la vita pubblica di Bari ha avuto, letteralmente, un indirizzo preciso — e quell’indirizzo era qui.

palazzo della dogana piazza mercantile bari
Palazzo della Dogana – Foto: Pietro Rogondino

Poi arrivò il 1661, e con esso uno di quegli eventi che hanno la fastidiosa abitudine di cambiare per sempre il volto delle cose. Un incendio devastante scoppiò nel palazzo e ne distrusse una parte significativa: tetti, soffitti, arredi, archivi — quel mix di legno, carta e tappezzeria che nei palazzi del Seicento bastava una scintilla per trasformare in cenere. La ricostruzione fu importante, e portò all’edificio quella torre dell’orologio che vediamo ancora oggi, aggiunta o ridisegnata secondo il gusto secentesco con un linguaggio architettonico che dialoga sorprendentemente bene con la struttura quattrocentesca originaria. Nei secoli successivi il Sedile dei Nobili perse gradualmente le sue funzioni — la dominazione spagnola prima, quella borbonica poi, infine l’Unità d’Italia — e il palazzo seguì la sorte di tante istituzioni medievali sopravvissute alla propria utilità. Oggi è lì, chiuso temporaneamente al pubblico ma intatto nella sua presenza, a ricordare a chiunque passi che Bari, ben prima di diventare la città che conosciamo, aveva già il suo modo — molto medievale, molto pugliese, molto suo — di governarsi.

Cosa vedere al Palazzo del Sedile

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Colonna della Giustizia – Foto: Pietro Rogondino

La prima cosa da vedere del Palazzo del Sedile è la sua facciata principale, quella che si affaccia su Piazza Mercantile e che funziona da quinta scenografica all’intero spazio. Fermati di fronte, fai due passi indietro fino a trovare un’inquadratura comoda, e osserva con calma. Vedrai una struttura a logge sovrapposte scandite da archi a tutto sesto, con quel ritmo regolare che il Quattrocento amava tanto e che ancora oggi continua a funzionare benissimo. Le bifore dei piani superiori, eleganti senza essere ostentate, sono uno di quei dettagli che le persone fotografano senza sapere bene perché — semplicemente, perché sono belle. La pietra calcarea della facciata cambia colore nel corso della giornata, vira al miele al tramonto e al grigio nelle giornate di pioggia, e questo da solo basta a giustificare una visita prolungata, magari a ore diverse.

L’elemento che però ruba la scena a tutto il resto è la torre dell’orologio, aggiunta dopo l’incendio del 1661 e diventata uno dei simboli più riconoscibili di Bari Vecchia. È un piccolo capolavoro di equilibrio: alta abbastanza da dominare la piazza, ma non così alta da schiacciarla; decorata abbastanza da farsi notare, ma non così tanto da sembrare un dolce di nozze barocco. L’orologio è ancora funzionante e continua a misurare il tempo della piazza come faceva nel Seicento — un dettaglio che, a guardarci bene, ha qualcosa di toccante. Pensa a quante generazioni di baresi hanno alzato gli occhi verso quei numeri romani per sapere che ora era, magari mentre aspettavano qualcuno, o mentre si chiedevano se fosse troppo presto per tornare a casa. È una specie di memoria collettiva con le lancette, e funziona ancora.

Una volta che hai finito di osservare il palazzo, abbassa lo sguardo e gira gli occhi verso il centro della piazza: lì trovi la Colonna della Giustizia, conosciuta anche come Colonna Infame. È una colonna in pietra sormontata da un leone scolpito — il leone della giustizia — a cui per secoli venivano legati i debitori insolventi, esposti al pubblico ludibrio come monito per gli altri. Oggi i turisti ci si siedono accanto per fare foto, ignari del fatto che quel marmo abbia visto cose che farebbero impallidire qualsiasi serie tv. A pochi metri, sul lato opposto della piazza, vedrai invece l’ex Palazzo della Dogana, un altro edificio storico che insieme al Sedile racconta la vocazione commerciale e civica che ha caratterizzato Piazza Mercantile per secoli. Sedile per la nobiltà, Dogana per i mercanti, Colonna per i debitori — tre indirizzi che da soli riassumono la vita pubblica della Bari pre-moderna.

fontana della pigna piazza mercantile bari vecchia
Fontana della Pigna – Foto: Pietro Rogondino

E poi c’è lei, la Fontana della Pigna, che i baresi conoscono meglio come la “Fontana delle Quattro Facce” — un nome che ha qualcosa di misterioso, come se nascondesse una leggenda che nessuno si ricorda più del tutto. È una piccola fontana settecentesca posta a pochi passi dal Sedile, con quattro mascheroni che sputano acqua ai quattro punti cardinali, sormontata da una pigna scolpita (sparita nel dopoguerra e mai più ritrovata) che le dà il primo nome. Le quattro facce, secondo la tradizione, rappresenterebbero quattro espressioni umane — la gioia, il dolore, la rabbia, la serenità — anche se la verità storica è probabilmente più prosaica. Quello che resta certo è che fermarsi davanti a questa fontana per qualche minuto è uno di quei piccoli rituali di Bari Vecchia che la gente del posto compie ancora oggi, magari senza accorgersene, come si saluta un vecchio amico.

L’interno del Palazzo del Sedile, purtroppo, è attualmente chiuso al pubblico — uno di quei piccoli dolori della visita a Bari Vecchia che si compensano con la promessa di tornare quando riaprirà. Nel frattempo, una volta esaurito il giro della piazza, vale la pena allungare il passo: a pochi minuti a piedi ti aspettano la muraglia di Bari Vecchia, il camminamento sopraelevato che corre lungo le antiche fortificazioni affacciate sul mare, e Piazza del Ferrarese, la sorella maggiore di Piazza Mercantile, dove la città vecchia incontra il lungomare moderno. Insieme, queste tre tappe — Sedile, Muraglia, Ferrarese — formano uno dei percorsi più belli di Bari, e si fanno in mezza giornata senza fretta. Probabilmente, se ti fermi abbastanza a lungo, finirai per accorgerti che è proprio per questo che sei venuto fin qui.

Quando visitare il Palazzo del Sedile di Piazza Mercantile

Il bello del Palazzo del Sedile è che la sua facciata non chiede biglietti e non chiude mai. Puoi ammirarla a qualsiasi ora del giorno e della notte, gratuitamente, e questa è una piccola libertà che oggi non capita più tanto spesso.

Il tardo pomeriggio resta il momento d’oro: la luce radente accende la pietra calcarea di quel colore miele che le fotografie non sanno mai restituire bene, e la torre dell’orologio si staglia contro il cielo con un effetto quasi cinematografico. Anche la sera, dopo il tramonto, vale la sosta: con l’illuminazione accesa il palazzo assume un aspetto teatrale, e Piazza Mercantile intorno si anima dei suoi tavolini e del suo vociare, regalandoti due spettacoli al prezzo di uno. Al mattino presto, al contrario, la piazza è silenziosa e quasi sospesa — il momento perfetto per fare foto senza folla e osservare i dettagli della facciata con la calma che meritano.

Come raggiungere il Palazzo del Sedile dalla Stazione Centrale di Bari

Arrivare al Palazzo del Sedile dalla stazione centrale di Bari è facilissimo! Hai diverse opzioni tra cui scegliere, a seconda del tempo che hai e di quanto ti piace camminare.

Se hai voglia di fare due passi, puoi prendere Via Sparano, la strada dello shopping, e poi continuare su Corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza del Ferrarese. Da lì, Piazza Mercantile è proprio dietro l’angolo. Ci vogliono circa 20-25 minuti a piedi, ma è una passeggiata piacevole che ti fa attraversare il centro città.

Non hai voglia di camminare? Nessun problema! Prendi il bus A e scendi alla fermata “Ferrarese”. Da lì sono solo pochi passi fino alla piazza.

Se invece hai fretta o sei stanco dopo il viaggio, fuori dalla stazione trovi sempre i taxi. In 10 minuti sarai a destinazione, anche se questa è l’opzione più costosa.

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Centro
vista su palazzo del sedile piazza mercantile bari vecchia
INDIRIZZO

Piazza Mercantile, 70122 Bari (Google Maps)

ORARI DI APERTURA

Chiuso temporaneamente

FERMATA BUS PIU VICINA

Bus A, fermata “Ferrarese”

CONTATTI

Ingresso gratuito

Il Palazzo del Sedile di Piazza Mercantile è temporaneamente chiuso.

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Tour ed escursioni

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