Cosa vedere a Polignano a Mare

C’è un istante, arrivando a Polignano a Mare da Bari lungo la costa sud, in cui ti rendi conto che le case non sono semplicemente costruite vicino al mare: ci stanno aggrappate sopra, a picco su una scogliera alta una trentina di metri, come se qualcuno avesse deciso che il modo migliore di vivere fosse svegliarsi ogni mattina con il vuoto sotto la finestra. È un’idea leggermente folle, e funziona meravigliosamente. Da quaggiù, dal mare, le facciate bianche formano un fronte compatto come una muraglia, bucato qui e là dalle grotte che l’erosione ha scavato pazientemente nei secoli. Viene voglia di intonare Volare, e in effetti è esattamente quello che fanno migliaia di persone ogni anno, davanti alla statua del cantante più famoso del paese.

Capire cosa vedere a Polignano a Mare significa muoversi tra storia, mare e arte con la stessa naturalezza con cui i polignanesi passano da un vicolo all’altro. Si comincia dal centro storico, varcando l’Arco Marchesale e costeggiando il Palazzo Marchesale fino alla Piazza dell’Orologio e alla Chiesa Matrice, per poi affacciarsi dalle celebri balconate sul mare. C’è la spiaggetta di Lama Monachile con il ponte della via Traiana, c’è la Grotta Palazzese scavata sotto l’abitato, c’è lo Scoglio dell’Eremita al largo. Si rende omaggio a Domenico Modugno con la sua statua sul lungomare e a Pino Pascali nel museo a lui dedicato, l’unico di arte contemporanea in Puglia. Fuori dal centro ci sono la frazione di San Vito con la sua Abbazia, le ventuno grotte raggiungibili in barca, le spiagge che vanno dalle calette di ciottoli alle sabbie di Cala Port’alga e Cala Incina, e una cucina che merita un capitolo a sé. In questa guida mettiamo tutto in fila, con un giro a piedi e i consigli pratici per organizzare la visita.

Dove si trova Polignano a Mare

Polignano a Mare si trova a 33 chilometri da Bari, scendendo verso sud lungo l’Adriatico, in piena Terra di Bari e a un passo dalla Valle d’Itria. Intorno ci sono Monopoli, Conversano, Mola di Bari e Castellana Grotte; il Salento è a un centinaio di chilometri. Il paese è piccolo e si gira comodamente a piedi, motivo per cui visitare Polignano in un giorno è non solo possibile ma quasi naturale. Volendo, per le attrazioni un po’ più distanti dal centro ci si sposta in bici, in apecalessino o con un giro in barca.

Il centro storico di Polignano a Mare

Cominciate da qui, perché tutto comincia da qui. Si entra nel centro storico attraverso l’Arco Marchesale, la grande porta che un tempo rappresentava l’unico accesso all’antica città. Subito dopo si apre la prima piazzetta, che costeggia il Palazzo Marchesale, e da lì si prosegue verso la più ampia Piazza Vittorio Emanuele II, che tutti conoscono come Piazza dell’Orologio.

La Chiesa Matrice e le vie del borgo

Sulla Piazza dell’Orologio si affaccia la Chiesa Matrice, dedicata a Santa Maria Assunta in Cielo, costruita nel 1295: un curioso e riuscito matrimonio tra gotico e barocco che custodisce diverse opere dello scultore Stefano da Putignano. Da qui in poi il consiglio è semplice: perdetevi. Infilatevi in ogni viuzza, attraversate Piazza San Benedetto, percorrete via Roma, dove da qualche anno sono state installate le “luminarie parlanti” che riproducono il testo di Volare. Tutto, in questo dedalo bianco, sembra una cartolina, e la cosa bella è che lo sembra anche quando non ci sono turisti a confermarlo.

Le poesie di Guido il Flaneur

Camminando, prima o poi noterete delle frasi scritte su porte, finestre e scalini. Non sono vandalismo né pubblicità: sono versi e aforismi dipinti da Guido Lupori, in arte Guido il Flaneur. Imprenditore edile a Bari per una vita, si è definito “lettore, non scrittore”, si è trasferito a Polignano e ha cominciato a riempire i muri di poesia. È uno di quei dettagli che non trovate nelle brochure e che vi resteranno in mente più della maggior parte dei monumenti.

Le balconate di Polignano a Mare

Se Polignano ha un marchio di fabbrica, quelle sono le sue balconate. Tutte le vie del centro storico, a un certo punto, si affacciano su logge a picco sul mare, e camminarci sopra è l’essenza stessa della visita. La più famosa è quella che guarda Lama Monachile, raggiungibile partendo da Piazza Vittorio Emanuele o da Piazza San Benedetto. Da queste terrazze naturali, ogni anno, si assiste anche ai tuffi della Red Bull Cliff Diving World Series, la gara internazionale che vede atleti lanciarsi da oltre venti metri d’altezza con una disinvoltura che, vista da quaggiù, sembra leggermente irragionevole.

Lama Monachile e il ponte della via Traiana

Lama Monachile è lo scorcio più fotografato di Polignano, e a ragione. È una caletta di ciottoli incastonata in una lama, cioè un solco erosivo scavato dall’acqua piovana che scende dritta in mare, proprio al centro del paese. L’accesso è libero e gratuito. Sopra la caletta passa il ponte della via Traiana, la strada romana costruita tra il 108 e il 110 d.C. per collegare Benevento a Brindisi: un pezzo di impero romano ancora percorribile, sospeso sopra i bagnanti che probabilmente non immaginano di camminare sotto una strada di duemila anni.

La Grotta Palazzese

Tra le grotte di Polignano, la Grotta Palazzese è la più celebre. È una cavità scavata sotto l’abitato, dominata dalle grandi rocce su cui poggiano le case, e per secoli era raggiungibile soltanto via mare. Già sul finire del Settecento un viaggiatore francese, l’abate di Saint-Non, la descrisse nel suo Voyage pittoresque dopo esserci arrivato in barca, restando colpito dalla sua imponente grandezza. Oggi è dotata di un’ampia balconata che la rende accessibile anche da terra, e nei mesi estivi ospita un ristorante con uno scenario mozzafiato, letteralmente sospeso a mezz’aria tra la grotta e l’acqua.

Lo Scoglio dell’Eremita

Dal punto panoramico Grotta Ardito e dalle balconate noterete, al largo, un imponente scoglio sormontato da una grande croce: è lo Scoglio dell’Eremita, detto anche isolotto di San Paolo. La sua storia è fatta più di leggenda che di documenti. Si racconta di un monaco solitario, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, che venne a viverci in contemplazione, ma che non riuscì del tutto nell’intento, dicono i vecchi pescatori, proprio a causa della bellezza del posto, troppo seducente per la rinuncia. Oggi lo scoglio è una zona di protezione speciale, dimora del gabbiano corso, considerato il più elegante tra i gabbiani europei. Non si può visitare, ma ci si avvicina durante le escursioni in barca.

La statua di Domenico Modugno

Sul lungomare, in largo Gelso, c’è lui: Domenico Modugno, immortalato in una statua bronzea alta tre metri, opera dell’argentino Hermann Mejer e inaugurata nel 2009, con le braccia aperte e il lembo della giacca che svolazza. È diventata calamita per sciami di selfie e foto di gruppo, e si capisce perché. Qui era nato Mr. Volare, che i più anziani ricordano come “Mimì il ricciolo”, il trionfatore di Sanremo 1958 che con il suo Volare unì l’Italia in un unico grido cantato a squarciagola. A Polignano ogni angolo sembra evocarlo, e la statua, curiosamente, non guarda il mare ma volge lo sguardo verso chi arriva, come ad accogliere i visitatori in città.

Il Museo Pino Pascali

Nella città del blu dipinto di blu e di Mister Volare, la sorpresa è scoprire che Polignano è anche un polo di arte contemporanea. La Fondazione Museo Pino Pascali è il museo più importante del paese e l’unico di arte contemporanea in Puglia. È dedicato a Pino Pascali, nato da genitori polignanesi e qui sepolto, uno dei grandi dell’arte povera, scomparso prematuramente nel 1968 quando aveva appena cominciato a sorprendere il mondo.

Dopo essere stata sistemata per un periodo in un palazzo del centro storico, la collezione ha trovato casa nell’ex mattatoio comunale, un edificio in pietra e tufo dei primi del Novecento affacciato sul mare: tremila metri quadri su due livelli, riaperti dal 2015. Dentro si trovano opere celebri come il Missile, i 9 mq di pozzanghere, la Balena, oltre a disegni e scenografie dell’Archivio Pascali. Pur senza mai nominare la Puglia, le opere di Pascali respirano il Mediterraneo: l’acqua, la terra, la paglia, la civiltà contadina, rielaborati con un’ironia che le ha portate dal MoMA di New York alla Tate di Londra, dal Centre Pompidou alla Fondazione Prada.

San Vito e l’Abbazia

A tre chilometri dal centro, in direzione nord, c’è la frazione di San Vito: meno di un centinaio di abitanti, un porticciolo con le barche tirate in secco e i tavolini sul mare nella bella stagione. È uno di quegli angoli di pace dove il tempo scorre lento e ci si ferma volentieri, almeno fuori dai picchi di agosto.

A dominare la scena c’è l’Abbazia di San Vito, un monastero benedettino sorto prima del 1063 sulle rovine, secondo la tradizione, di un antico insediamento. La leggenda racconta che nell’801 approdò qui un’imbarcazione con le reliquie di San Vito e dei suoi precettori Modesto e Crescenza, custodite poi dalla comunità monastica. L’abbazia oggi è inglobata in un palazzo privato e ha accumulato nei secoli contaminazioni barocche e una scenografica scalinata esterna affacciata sul mare, ma conserva una compattezza monumentale intatta. La piccola chiesa di San Vito, visitabile negli orari delle Messe, custodisce un trittico secentesco dei tre santi. Durante la festa del patrono, il 14, 15 e 16 giugno, l’immagine del Santo viene portata in processione via mare.

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Le grotte di Polignano

Quante grotte ci sono a Polignano? Almeno ventuno. È per questo che un giro in barca è tra le cose da fare assolutamente: dal mare il paese si rivela in tutta la sua spettacolare improbabilità, e le grotte si aprono una dopo l’altra. Tra le principali ci sono la Grotta delle Rondinelle, la Grotta dell’Arcivescovado, la Grotta Palazzese, la Grotta delle Monache, le Grotte di Pietro e Paolo, la Grotta Azzurra e la Grotta Ardito. Sono escursioni brevi, adatte a tutti, e regalano la prospettiva che dalla terraferma è impossibile avere.

Le spiagge di Polignano a Mare

Le calette più vicine al centro e raggiungibili a piedi sono per lo più di ciottoli o roccia, perfette per chi ama tuffarsi. Lama Monachile è la più famosa e centrale, ad accesso libero. Cala Grottone, rocciosa e amata dai tuffatori, si raggiunge dal Lungomare Domenico Modugno, vicino alla statua del cantante. Cala Paura, dentro il porticciolo dei pescatori, offre due spiaggette di ciottoli più adatte ai bambini.

Chi cerca la sabbia, e in particolare chi viaggia con i più piccoli, conviene si sposti di qualche chilometro verso le frazioni di San Vito e San Giovanni: lì si trovano Porto Cavallo e Porto Contessa, le spiagge libere davanti all’Abbazia di San Vito e la caletta sabbiosa di San Giovanni. Tra le più suggestive c’è Cala Port’alga, un piccolo porto di pescatori a sud del centro, diventato negli anni una delle spiagge più fotografate anche grazie a insoliti allestimenti come una libreria ricavata da una vecchia barca. Più avanti, a metà strada verso Monopoli, Cala Incina è una caletta ideale per le immersioni, sormontata da una torre voluta dal viceré Pedro di Toledo e risalente al 1529. Ci sono poi diverse altre lame e cale più appartate, come Lama Le Macchie, Cala Fetente, Cala di Santa Caterina e Cala Pozzovivo, per chi ha voglia di cercare.

Curiosità: film e personaggi famosi

Polignano ha una vocazione cinematografica antica. Nel 1968 Mario Monicelli vi girò gran parte di La ragazza con la pistola, cult con Monica Vitti, con diverse scene sul Lungomare Grotta Ardito. Negli anni sono seguiti i film di Checco Zalone (Cado dalle nubi, Che bella giornata), Io che amo solo te tratto dal romanzo di Luca Bianchini, la fiction Rai su Modugno con Beppe Fiorello e persino alcune scene di Beautiful, girate nel 2012 per la gioia dei fan più accaniti. Nel 1982 il fotografo Luigi Ghirri vi passò durante il suo viaggio in Puglia, immortalando la chiesetta di Santo Stefano, il porticciolo di Cala Paura e la scogliera. Non male, per un paese di scogliere e balconate.

Informazioni utili per visitare Polignano a Mare

Come arrivare: Polignano dista 33 km da Bari verso sud, raggiungibile in auto o comodamente in treno (la stazione è vicina al centro).

Come muoversi: il paese è piccolo e si visita a piedi. Per le attrazioni più distanti dal centro, come il Museo Pino Pascali, San Vito o le spiagge sabbiose, sono utili la bici, l’apecalessino o l’auto. Per le grotte, il giro in barca.

Quando andare: Polignano è bella in ogni stagione. L’estate offre mare, tuffi e vita notturna, ma è anche il periodo più affollato; primavera e autunno regalano il borgo nella sua versione più autentica.

Riconoscimenti: per la qualità delle sue acque, Polignano riceve da anni la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale assegnato dalla FEE.

Polignano si visita in un giorno, ma vi avverto: difficilmente vi basterà. È di quelle città che ti entrano in testa con il loro bianco accecante e il loro vuoto a picco sul mare, e che continui a rivedere molto tempo dopo essertene andato, di solito mentre canticchi Volare senza nemmeno accorgertene.