C’è una via a Bari che si chiama Cancello Rotto. Già questo dovrebbe dirti qualcosa sulla personalità di questa città: altrove avrebbero scelto nomi più rassicuranti, magari dedicati a qualche poeta dimenticato o a una battaglia del Risorgimento. Noi no. Noi abbiamo una via che prende il nome da un cancello che evidentemente, a un certo punto della storia, ha smesso di funzionare. E nessuno si è preoccupato di cambiare né il cancello né il nome.
Ecco, è proprio in questa via dal nome poco promettente che si nasconde uno degli angoli più sorprendenti della città. Dico “nasconde” perché è esattamente quello che fa: si mimetizza tra i palazzi del quartiere Carrassi come un gatto che ha trovato il suo angolo di sole preferito e non ha nessuna intenzione di spostarsi.
L’incidente geografico più fortunato di Bari

La storia di questo bosco urbano è, in un certo senso, la storia di un fallimento. O meglio, di un piano che non è andato come previsto — e meno male. Quest’area avrebbe dovuto diventare una prosecuzione di viale Gandhi. Qualcuno, negli uffici comunali, aveva tracciato delle linee su una mappa, fatto dei calcoli, probabilmente compilato moduli in triplice copia. Poi è successo qualcosa. Non so cosa esattamente — la burocrazia italiana ha i suoi tempi e i suoi misteri — ma fatto sta che il progetto si è arenato.
Nel frattempo, mentre le carte prendevano polvere in qualche cassetto, la natura ha fatto quello che sa fare meglio: ha ignorato i piani dell’uomo e ha proceduto per conto suo. Alberi sono cresciuti, arbusti hanno messo radici, un intero ecosistema si è sviluppato nel bel mezzo di un quartiere residenziale. Oggi parliamo di 33 esemplari arborei alti fino a 18 metri e di una copertura verde che supera il 50% dell’area. Oltre 5.000 metri quadrati di vegetazione spontanea che, semplicemente, si è rifiutata di chiedere il permesso.
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Trovare il bosco di Via Cancello Rotto è metà dell’avventura
Se decidi di visitare il Bosco di Via Cancello Rotto — e dovresti — preparati a un piccolo esercizio di orientamento. L’ingresso si trova di fronte al civico 28 di via Cancello Rotto, nel quartiere Carrassi, praticamente al confine con Poggiofranco. Non ci sono cartelli luminosi né frecce giganti. L’entrata è discreta, quasi timida, come se il bosco volesse essere scoperto solo da chi se lo merita davvero.
Una volta dentro, l’effetto è straniante. I muri dei condomini circondano l’area su tre lati, creando una specie di anfiteatro verde. Senti ancora i rumori della città — un clacson in lontananza, il ronzio di un condizionatore — ma sono attutiti, filtrati dalle foglie. È come infilare la testa sott’acqua: il mondo esterno esiste ancora, ma sembra appartenere a un’altra dimensione.
Non è un parco (e questo è il punto)
Devo essere onesto: se ti aspetti panchine verniciate di fresco, aiuole geometriche e fontanelle con l’acqua potabile, resterai deluso. Il Bosco di Via Cancello Rotto non è un parco. È qualcosa di più raro e, per certi versi, più prezioso: è un pezzo di natura che ha deciso di restare selvaggia nel bel mezzo della città.
Rocco Labadessa, vice presidente dell’associazione Terre del Mediterraneo che gestisce l’area dal 2022, la mette così: “A Bari scarseggiano i boschi urbani. Il nostro obiettivo non è creare l’ennesimo parchetto lastricato con le giostrine. Vogliamo educare le persone ad apprezzare un tipo di verde diverso, selvatico, ma ugualmente fruibile”. È un punto di vista che, ammetto, mi ha fatto riflettere. Siamo talmente abituati al verde addomesticato — prati rasati, siepi squadrate, alberi potati con precisione chirurgica — che ci siamo dimenticati cosa sia davvero la natura.
Quello che puoi fare (e non fare) tra gli alberi del bosco urbano

Il bosco non è un museo: è pensato per essere vissuto. Le associazioni che lo gestiscono — oltre a Terre del Mediterraneo ci sono Pigment Workroom, Lovum APS e Talenti del Gusto — organizzano un calendario fitto di attività. C’è il wildlife gardening, che tradotto significa imparare a curare il verde rispettando le dinamiche naturali. Ci sono sessioni di yoga e pilates all’aperto, per chi trova che sudare in palestra sotto luci al neon sia un controsenso. Passeggiate naturalistiche guidate, dove qualcuno che ne sa più di te ti spiega cosa stai guardando. Laboratori sensoriali, incontri letterari, perfino workshop di land art.
Una delle iniziative che mi ha colpito di più sono i “Dialoghi nel bosco”: presentazioni di libri organizzate tra gli alberi, con il cinguettio degli uccelli come sottofondo. C’è qualcosa di poetico nell’idea di parlare di letteratura in un posto dove la natura fa da scenografia. Meglio di qualsiasi libreria con l’aria condizionata.
Perché dovresti andarci (anche se non pratichi yoga)
Ti dirò una cosa che forse suonerà banale, ma che penso sia vera: abbiamo bisogno di posti così. Non perché siano instagrammabili o perché ci facciano sentire virtuosi. Ma perché ci ricordano che la città non deve essere per forza un ambiente ostile. Che il cemento e la natura possono convivere, se solo glielo permettiamo.
Il Bosco di Via Cancello Rotto è a 10-15 minuti dal centro di Bari. Non devi prendere l’auto, non devi organizzare una gita fuori porta. Basta una passeggiata, e ti ritrovi in un posto dove il tempo sembra scorrere diversamente. Dove puoi sederti sull’erba (porta una stuoia, fidati), chiudere gli occhi e ascoltare il vento tra le foglie. È poco? Forse. Ma in una città dove il verde si misura in fioriere sui balconi, non mi sembra poi così poco.
Per le famiglie con bambini, è un’opportunità didattica che nessuna app potrà mai sostituire. Far toccare la corteccia di un albero a un bambino, mostrargli un insetto che cammina su una foglia, spiegargli che la natura non esiste solo nei documentari: queste cose hanno un valore che è difficile quantificare.
Come funziona (e come puoi partecipare)
Il progetto è nato nel 2021 grazie al bando “Rigenerazioni Creative” del Comune di Bari, con un finanziamento di 31.000 euro. L’idea era semplice ma ambiziosa: affidare spazi pubblici abbandonati alla gestione diretta dei cittadini. Il bosco è stato inaugurato ufficialmente il 9 ottobre 2022, con una festa che ha visto la partecipazione del sindaco Decaro e, cosa più importante, di decine di residenti del quartiere che hanno adottato questo angolo verde come proprio.
Se vuoi restare aggiornato sulle attività, i canali da seguire sono la pagina Facebook “Bosco Cancello Rotto” e il profilo Instagram @boscocancellorotto. Molte iniziative sono gratuite e aperte a tutti. L’unica cosa che ti chiedono è di rispettare il luogo: niente plastica, niente rifiuti, niente comportamenti da domenica al centro commerciale.
Una lezione di urbanistica involontaria
C’è un’ironia sottile in tutta questa storia. Il Bosco di Via Cancello Rotto esiste perché qualcuno, da qualche parte, non ha fatto il proprio lavoro. Un progetto si è arenato, una pratica è finita nel dimenticatoio, e il risultato è che oggi abbiamo un ecosistema spontaneo nel cuore di un quartiere residenziale. Viene da chiedersi quante altre meraviglie potrebbero nascere se solo lasciassimo un po’ più spesso che le cose seguano il loro corso.
Non sto dicendo che dovremmo smettere di pianificare. Ma forse, ogni tanto, dovremmo ricordarci che la natura ha i suoi tempi e le sue ragioni. E che a volte il miglior progetto urbanistico è quello che non viene realizzato.
Le cose pratiche (per chi le vuole)
Dove: Via Cancello Rotto, ingresso di fronte al civico 28, quartiere Carrassi (confine con Poggiofranco)
Quanto è grande: oltre 5.000 mq di area verde con 33 alberi di grandi dimensioni
Chi lo gestisce: Terre del Mediterraneo con Pigment Workroom, Lovum APS e Talenti del Gusto
Dove informarsi: Facebook /boscocancellorotto — Instagram @boscocancellorotto
Cosa portare: una stuoia per sederti, abbigliamento comodo, guanti se vuoi partecipare ai laboratori di giardinaggio, e possibilmente zero plastica
La prossima volta che ti lamenti che a Bari non c’è verde, che è tutto cemento e asfalto, che per vedere un albero bisogna andare in campagna: ricordati di via Cancello Rotto. Ricordati che a volte le cose migliori si nascondono dove meno te le aspetti. E che un cancello rotto, ogni tanto, può aprire la strada verso qualcosa di bello.




