La prima volta che ho visto Monopoli dal treno, ho pensato “ecco, un’altra cittadina pugliese sul mare”. Poi sono sceso, ho imboccato un vicolo a caso del centro storico e dopo tre minuti mi sono ritrovato davanti al mare Adriatico che brillava tra due case bianche come se qualcuno avesse aperto una finestra sull’infinito. E lì ho capito due cose: primo, che mi ero perso (il che a Monopoli è praticamente inevitabile); secondo, che questa città aveva qualcosa di speciale nascosto sotto la superficie, qualcosa che Polignano a Mare con tutta la sua fama instagrammabile e Ostuni con il suo candore orgoglioso non hanno: l’autenticità di chi non ha bisogno di impressionarti per conquistarti.
In questa guida ti porto alla scoperta di una Monopoli che va oltre le cartoline: dal castello di Carlo V che domina il porto vecchio alla Cattedrale della Madonna della Madia con la sua storia miracolosa, dalle calette nascoste tra le mura medievali alle spiagge di Capitolo dove il mare Adriatico sembra più caraibico che pugliese. Scopriremo insieme le chiese barocche del borgo antico, i palazzi nobiliari affacciati sul lungomare, le contrade con le loro masserie fortificate, e naturalmente dove assaggiare lo Sporcamuss (che, nonostante il nome poco invitante, è il dolce più buono che tu abbia mai mangiato).
Che tu abbia poche ore o diversi giorni, questa guida ti accompagnerà tra le bellezze di Monopoli con il ritmo giusto: quello di chi vuole davvero conoscere un posto, non solo fotografarlo.
L’origine di Monopoli: un po’ di storia
Il nome Monopoli deriva dal greco Monos Polis, che significa “città unica”. E se pensi che sia un nome presuntuoso, considera che quando i greci arrivarono qui nel V secolo a.C., questo era davvero l’unico porto sicuro per chilometri lungo una costa altrimenti inospitale. Non si vantavano: semplicemente constatavano un fatto.
Ma la storia di questa città inizia ancora prima. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce insediamenti messapici che risalgono al VI-V secolo a.C., quando questa popolazione italica aveva capito l’importanza strategica di questo promontorio sul mare. I Romani, da bravi pragmatici, mantennero l’importanza del porto e lo utilizzarono come scalo commerciale lungo la via Traiana, la strada che collegava Brindisi a Benevento.
Il vero carattere della città, però, si forma nel Medioevo. Monopoli diventa un libero comune nel 1200, e poi passa sotto vari domini: normanni, svevi, angioini, aragonesi. Ognuno lascia la sua impronta. I veneziani, che la conquistano nel 1484, regalano alla città quel loggiato elegante di Palazzo Martinelli che ancora oggi sembra dire “noi qui c’eravamo”. Gli spagnoli, più pratici, costruiscono il castello di Carlo V nel 1552 per difendersi dai turchi che a quei tempi non erano esattamente turisti.
Quello che rende questa città davvero speciale è che tutte queste epoche sono ancora visibili, stratificate una sull’altra come le pagine di un libro che nessuno si è preso la briga di rilegare. Cammini nel centro storico e passi da un arco bizantino a una facciata barocca in tre passi. È il tipo di confusione architettonica che gli urbanisti moderni odierebbero e che invece rende una città affascinante.
Quanti giorni servono per visitare Monopoli?
La domanda onesta è: dipende da che tipo di viaggiatore sei. Se sei il tipo che spunta una lista di “cose da vedere” con l’efficienza di un contabile, ti basta una giornata. Un giorno intero ti permette di visitare il centro storico al mattino, dedicare il pomeriggio al mare e chiudere la sera con una passeggiata sul porto al tramonto. È la versione concentrata, l’espresso della visita.
Ma se sei come me – il tipo che si ferma a guardare come i pescatori riparano le reti, che entra in ogni chiesa perché “magari c’è qualcosa di bello”, che si perde volentieri nei vicoli – allora ti servono almeno due o tre giorni. Due giorni ti permettono di vivere Monopoli con il suo ritmo: primo giorno per il centro storico e le chiese, secondo giorno per esplorare le spiagge e le contrade. Il terzo giorno, se ce l’hai, dedicalo ai dintorni: Polignano a Mare è a 8 Km, le Grotte di Castellana a 18 Km, Alberobello a 21 Km.
Cosa vedere a Monopoli in poche ore (itinerario express)

Se hai solo 3-4 ore a disposizione (magari sei in viaggio tra Bari e Lecce e ti fermi qui per una sosta), ecco un itinerario che ti fa vedere l’essenziale senza trasformarti in un maratoneta urbano.
Ore 10:00 – Parcheggio e primo approccio: lascia l’auto al parcheggio di Largo Fontanelle (a pagamento ma comodo) o nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele II. Da qui sei a pochi minuti a piedi dal centro storico.
Ore 10:15 – Porto Vecchio: inizia dal cuore pulsante della città. Il porto è piccolo, raccolto, con le barche dei pescatori ormeggiate e i gatti che dormono al sole. Fermati sulla banchina: questo è il miglior punto per capire perché Monopoli è sempre stata una città di mare. Guarda l’arco della Porta Vecchia, quella che nel XV secolo era l’ingresso principale alla città. Oggi sembra più una cornice per il mare che un’entrata.
Ore 10:45 – Castello di Carlo V: a due passi dal porto, impossibile non notarlo. Non puoi entrare in tutte le aree (parte è sede di uffici comunali), ma la struttura esterna vale la visita. Immagina: 1552, i turchi che razziavano la costa, e gli spagnoli che decidono di costruire questa fortezza massiccia. Funzionava: la città non fu mai conquistata dai turchi.
Ore 11:15 – Cattedrale della Madonna della Madia: sei già nel cuore del centro storico. La cattedrale è barocca, imponente, e ha una storia che merita di essere raccontata (la trovi nella sezione dedicata alle chiese). L’interno è un trionfo di marmi policromi e ori. Se arrivi il 14 agosto, vedrai la processione della Madonna che parte proprio da qui.
Ore 11:45 – Giretto nel borgo antico: adesso è il momento di perdersi. Letteralmente. Abbandona la mappa e vaga nei vicoli. Passa sotto gli archi, sbircia nei cortili, fermati davanti ai portoni antichi. È qui che la città ti conquista: non nelle attrazioni monumentali, ma nella quotidianità di un centro storico ancora vivo. Noterai le abitazioni imbiancate a calce, i balconi con i gerani, le persone che chiacchierano sulla soglia di casa.
Ore 12:30 – Pausa caffè o pranzo: Se hai tempo per un pranzo veloce, cerca una trattoria nel centro storico. Se preferisci qualcosa di rapido, un panino con le polpette al sugo o un pezzo di focaccia barese. Altrimenti, accontentati di un caffè in Piazza Garibaldi, guardando la vita che passa.
Ore 13:15 – Cala Porta Vecchia: se è estate e hai voglia di tuffarti, Cala Porta Vecchia è a cinque minuti a piedi dal centro. È una piccola spiaggia di sabbia dorata incastonata tra le rocce e le mura difensive. L’acqua è cristallina, il fondale sabbioso. Perfetta per un bagno veloce prima di ripartire. Se non è stagione balneare, vale comunque la passeggiata lungo il lungomare: la vista sulle mura di cinta da qui è spettacolare.
Cosa vedere nel centro storico di Monopoli
Il centro storico di Monopoli è uno di quei posti dove camminare senza meta è la strategia migliore. Certo, ci sono i monumenti, i palazzi, le chiese. Ma la vera meraviglia è l’atmosfera: il borgo antico è ancora abitato, vivo, autentico. Non è un museo a cielo aperto dove i residenti sono comparse. È una città vera, con il bucato steso tra i vicoli, i bambini che giocano, i vecchi seduti fuori casa a guardarsi intorno.
Detto questo, ecco i luoghi che meritano una sosta più attenta.
Le mura di cinta e il torrione

Le mura medievali di Monopoli sono ancora sorprendentemente intatte, e questo la dice lunga sulla tenacia difensiva della città. Non sono solo un reperto storico: sono parte integrante del paesaggio urbano. Cammini sul lungomare e le mura ti accompagnano, massicce, color ocra, sbeccate dal tempo e dalla salsedine.
Il torrione più famoso è il Torrione Santa Maria, meglio conosciuto come “Il Cannone”. Il soprannome non è casuale: questo torrione cilindrico del XVI secolo era una postazione d’artiglieria. Immagina i soldati che scandagliavano l’orizzonte alla ricerca delle vele ottomane. Oggi è uno dei punti fotografici più belli della città: il torrione in primo piano, il mare dietro, la luce del tramonto che illumina tutto. Se sei su Instagram, è il tuo momento.
Le mura sono percorribili in diversi tratti. Il mio consiglio? Fai la passeggiata al tramonto, quando la luce radente rende tutto più drammatico e il mare si tinge di arancio. Non è solo turismo, è terapia.
Il castello di Carlo V
Il castello di Monopoli è uno di quei casi in cui la Storia, con la S maiuscola, si manifesta in pietra e malta. Costruito nel 1552 su ordine dell’imperatore Carlo V (da cui il nome), serviva a un unico scopo: tenere fuori i turchi. E ci riuscì, visto che la città non cadde mai sotto attacco ottomano.
La fortezza sorge su Punta Penna, il promontorio che chiude il porto a sud. La struttura è massiccia, pentagonale, con bastioni angolari progettati secondo i criteri della fortificazione rinascimentale. Niente torrette fiabesche: questo è un castello che faceva sul serio. Spesse mura a scarpa, fossato, camminamenti di ronda. L’estetica viene dopo la funzione.
Dalla metà dell’Ottocento fino agli anni ’60 del Novecento, il castello fu adibito a carcere. Poi un lungo restauro lo trasformò in centro culturale. Oggi ospita mostre d’arte, rassegne letterarie e il PhEST, il festival internazionale di fotografia che ogni estate attira fotografi da mezza Europa.
Puoi visitare il castello (controlla gli orari sul sito del Comune locale). Anche se non è sempre tutto accessibile – parte è ancora sede di uffici comunali – vale la pena salire sui bastioni. Da lassù la vista sul porto vecchio, sul centro storico e sul mare aperto è impressionante. Bonus: in estate, concerti e spettacoli nel cortile interno, con le stelle sopra e il mare sotto. Difficile trovare location migliori.
Il porto vecchio

Se Monopoli ha un’anima, probabilmente risiede qui. Il porto vecchio non è pittoresco in modo studiato, come certi porticcioli trasformati in attrazione turistica. È pittoresco perché funziona ancora. I pescherecci tornano all’alba, i pescatori scaricano le cassette, riparano le reti, si fermano a chiacchierare. I gatti controllano ogni movimento, in attesa di occasioni.
Il porto è piccolo, raccolto, protetto dal molo. Le barche sono dipinte in ogni tonalità di blu e verde, ormeggiate in file ordinate che sembrano più un dipinto che una marina funzionale. Sulla banchina, il profumo di salsedine si mescola a quello del caffè dei bar e, se è l’ora giusta, del pesce appena grigliato.
Quello che rende speciale il porto è la Porta Vecchia, l’arco quattrocentesco che sembra incorniciare il mare come un quadro. Nel XV secolo era l’ingresso principale della città dal lato mare. Oggi è un punto di passaggio tra il borgo antico e il lungomare, un portale che separa (e unisce) due epoche. Fermati qui al tramonto: la luce che passa attraverso l’arco, illuminando il porto dall’interno, crea giochi di colore che cambiano ogni sera.
Sul lato nord del porto, noterai il loggiato veneziano di Palazzo Martinelli che si affaccia sull’acqua. È uno di quegli scorci che fanno dire “ecco, questa è l’Italia”. Non serve aggiungere altro.
Palazzo Martinelli

Palazzo Martinelli (o Martinelli Meo-Evoli, per usare il nome completo) è una di quelle architetture che ti fa capire quanto fosse importante Monopoli nel tardo Medioevo. Costruito sulle mura di cinta, si affaccia direttamente sul porto con un loggiato ad archi a tutto sesto in puro stile veneziano.
La presenza veneziana non è casuale. Nel 1484 la città fu conquistata dalla Serenissima, che ci rimase fino al 1530. Quando i veneziani costruivano qualcosa, lasciavano il marchio: quel loggiato elegante, quelle grandi finestre ad arco, quella facciata imponente erano un modo per dire “ora comandiamo noi”. E infatti funzionò: ancora oggi, cinque secoli dopo, quel palazzo domina il porto con l’autorevolezza di chi è abituato al potere.
Il palazzo è privato, quindi non è visitabile internamente. Ma l’esterno vale ampiamente la sosta. Le finestre gotiche e rinascimentali che si alternano raccontano stratificazioni e rimaneggiamenti. I capitelli scolpiti, le cornici decorate, il gioco di pieni e vuoti del loggiato: tutto converge a creare un’architettura che sembra uscita da un dipinto del Carpaccio.
Il momento migliore per ammirarlo? Al tramonto, quando la luce arancione del sole che scende sull’Adriatico illumina la facciata di un oro caldo. O all’alba, quando il palazzo è ancora in ombra e il mare davanti si accende di rosa. Dipende se sei mattiniero o nottambulo.
Piazza Garibaldi e la biblioteca comunale

Piazza Garibaldi è il salotto buono del centro storico, il posto dove i monopolitani si danno appuntamento, si incontrano, chiacchierano. Non è grandissima, non è monumentale, ma ha quel tipo di eleganza sobria che funziona meglio della magnificenza.
Al centro della piazza c’è la fontana, circondata da palme. Tutt’intorno, palazzi nobiliari ben conservati, bar con tavolini all’aperto, la chiesa di San Francesco d’Assisi con la sua facciata barocca. L’atmosfera è quella di una piazza italiana come dovrebbe essere: non trasformata in parcheggio, non invasa dal traffico, ancora pensata per le persone.
Sulla piazza si affaccia la biblioteca comunale Prospero Rendella, ospitata in un palazzo storico. Prende il nome da un illustre concittadino, studioso e bibliofilo del XIX secolo. La biblioteca conserva fondi antichi interessanti, tra cui incunaboli e cinquecentine. Se sei appassionato di libri rari, merita una visita (controlla gli orari, non è sempre aperta al pubblico).
Ma il vero motivo per fermarsi in Piazza Garibaldi è semplice: è uno dei posti migliori per osservare la vita locale. Siediti al bar, ordina un caffè (o un Peroni se è sera), e guarda. I ragazzi che passano in motorino, le signore che chiacchierano dopo la spesa, i turisti che consultano mappe. È il genere di scena che ti ricorda perché viaggiare ha senso.
La Torre civica e Palazzo Cacace

Nel cuore del centro storico, tra vicoli e piazzette, spunta la Torre Civica, un campanile settecentesco che svetta sopra i tetti del borgo antico. Non è altissima, non è particolarmente decorata, ma ha quel fascino discreto delle architetture che non cercano di impressionarti.
La torre fa parte del complesso del Palazzo Cacace, antica residenza nobiliare che oggi è sede del Municipio. Il palazzo merita uno sguardo per la facciata austera e per il portale d’ingresso, sormontato dallo stemma della famiglia Cacace. È uno di quegli edifici che ti ricordano quanto fosse stratificata socialmente Monopoli: non solo mercanti e pescatori, ma anche nobiltà terriera e famiglie potenti.
La Torre Civica ospitava (e ospita ancora) l’orologio pubblico. Nel Settecento, quando fu costruita, l’orologio era un simbolo di modernità e progresso: significava che il tempo non era più scandito solo dalle campane delle chiese, ma anche da un meccanismo laico, civile. Piccola rivoluzione urbana.
Oggi la torre è parte integrante dello skyline del centro storico. Se la vedi da lontano, dalla passeggiata sul lungomare, emerge tra i tetti come un punto di riferimento. Utile se ti sei perso nei vicoli e hai bisogno di orientarti. Cosa che, ti assicuro, succede più spesso di quanto pensi.
Palazzo Palmieri

Se il barocco leccese ha un’ambasciata a Monopoli, è Palazzo Palmieri. Costruito nel ‘700 per volere del marchese Francesco Paolo Palmieri, è un trionfo di decori, volute, fregi e tutto ciò che il barocco pugliese sa fare meglio di chiunque altro: esagerare con grazia.
La facciata è un manifesto dello stile tardo barocco: finestre incorniciate da sculture, balconi con mensole scolpite, timpani spezzati, cherubini paffuti che sembrano supervisionare la strada. È il tipo di architettura che non passa inosservata, che domina la piazza (Piazza Palmieri, appunto) con un’eleganza ostentata ma mai volgare.
L’interno, purtroppo, è visitabile solo in occasioni speciali, come le Giornate FAI di Primavera. Se capiti qui in quei giorni, non perdertelo: saloni affrescati, soffitti decorati, arredi d’epoca. Il genere di cose che ti fanno dire “vivere qui dev’essere stato interessante”. O stancante, dipende da quanto ami spolverare.
Anche se non puoi entrare, Palazzo Palmieri vale la visita esterna. Piazza Palmieri, su cui si affaccia, è una delle più belle del centro storico: tranquilla, alberata, con panchine dove fermarsi a riposare. È il genere di posto dove vorresti sederti con un libro, anche se poi finisci solo a guardare il palazzo e a chiederti quanto costasse, all’epoca, far scolpire tutti quei cherubini.
Le chiese di Monopoli: un patrimonio da scoprire
Una cosa che sorprende di Monopoli è la quantità di chiese. Non sono enormi cattedrali che dominano il paesaggio: sono chiese di quartiere, sparse nel tessuto urbano, spesso nascoste in vicoli o piazzette che non troveresti se non ti perdessi apposta. La guida ufficiale parla di oltre cento chiese (tra attive, sconsacrate e trasformate in altro). È un numero che sembra esagerato, ma quando cominci a girarla davvero, capisci che non lo è.
Alcune sono capolavori barocchi, altre semplici cappelle devozionali. Molte hanno storie sorprendenti. Ecco le principali.
La Cattedrale e la festa della Madonna della Madia
La Basilica Cattedrale di Maria Santissima della Madia è il cuore religioso di Monopoli, e la storia della sua fondazione è una di quelle leggende che, anche se non ci credi fino in fondo, continui a raccontare perché funziona troppo bene.
Siamo alla fine del XII secolo, periodo delle lotte iconoclaste in Oriente. Un gruppo di cristiani, per salvare un’icona della Madonna dalle persecuzioni bizantine, la caricano su una zattera (una madia, in dialetto pugliese) e la affidano al mare. La zattera, spinta dalle correnti, arriva fino a Monopoli. I monopolitani la recuperano e decidono di costruirle una chiesa. L’icona della Madonna della Madia diventa la protettrice della città.
La cattedrale attuale è barocca, ricostruita tra il ‘600 e il ‘700 su una precedente chiesa romanica. L’interno è un tripudio di marmi policromi, stucchi dorati, affreschi. L’altare maggiore conserva l’icona bizantina della Madonna, meta di pellegrinaggi. L’atmosfera è quella tipica del barocco pugliese: opulenta, teatrale, pensata per impressionare il fedele.
Ogni anno, il 14 e 15 agosto, Monopoli celebra la festa della Madonna della Madia con una processione che parte dalla cattedrale e arriva al porto. La statua della Madonna viene imbarcata su un peschereccio e portata in mare, seguita da decine di barche. È uno spettacolo di fede, folklore e tradizione che coinvolge l’intera città. Se capiti da queste parti in quei giorni, preparati a folla, luminarie, fuochi d’artificio e quel tipo di caos festoso che rende indimenticabili le feste patronali del Sud Italia.
La chiesa del Purgatorio

La chiesa di Santa Maria del Suffragio, meglio conosciuta come chiesa del Purgatorio, è uno di quegli edifici che capiscono solo gli italiani del Sud, abituati a mescolare devozione e teatralità con una naturalezza disarmante.
La facciata è barocca, settecentesca, decorata con sculture di teschi, ossa, scheletri. Non è macabra: è pedagogica. Il messaggio è chiaro: memento mori, ricordati che devi morire. Quindi prega, confessati, fai opere buone. Il barocco pugliese adorava questo tipo di catechesi visiva. Funzionava meglio di mille prediche.
L’interno è più sobrio della facciata, ma conserva altari lignei dorati e dipinti devozionali. La chiesa era (ed è) dedicata alle anime del Purgatorio, quelle anime che, secondo la teologia cattolica, stanno espiando le colpe prima di salire in Paradiso. I fedeli pregavano (e pregano) per abbreviare la loro pena. In cambio, le anime del Purgatorio intercedono per i vivi. Un patto spirituale che funzionava da assicurazione reciproca.
La chiesa è piccola, si visita in pochi minuti. Ma vale la sosta, anche solo per vedere come il barocco sapesse rendere affascinante anche l’idea della morte. Solo in Puglia, ti dico.
La chiesa di Santa Maria Amalfitana

Santa Maria Amalfitana è una chiesa che molti turisti saltano, e questo è un peccato. Non è grandiosa come la cattedrale, non è scenografica come il Purgatorio, ma ha una storia affascinante e un’atmosfera particolare.
Il nome tradisce le origini: fu fondata dai mercanti amalfitani nel XII secolo, quando Monopoli era uno scalo commerciale importante sulla rotta adriatica. Gli amalfitani, grande potenza marittima medievale, avevano l’abitudine di costruire chiese dedicate a Santa Maria ovunque stabilissero basi commerciali. Era un modo per sentirsi a casa, anche a centinaia di chilometri da Amalfi.
La chiesa è romanica nelle fondamenta, ma ha subito rimaneggiamenti barocchi. L’interno conserva affreschi medievali sbiaditi e un’atmosfera silenziosa, quasi austera. Non ci sono ori, stucchi, marmi policromi. È il tipo di chiesa dove entri, ti siedi in penombra e respiri. Funziona come antidoto all’opulenza barocca.
Si trova nel cuore del centro storico, in una piazzetta tranquilla. Non sempre è aperta, ma se trovi il portone socchiuso, entra. Vale il rischio di sembrare invadente.
Le altre chiese da visitare

Monopoli ha decine di altre chiese, ognuna con la sua storia. Ecco quelle che meritano almeno uno sguardo esterno:
- Chiesa di San Domenico: settecentesca, barocca, con una facciata movimentata e un interno ricco di altari lignei. Si affaccia su Piazza Garibaldi.
- Chiesa di San Pietro: una delle più antiche, con origini paleocristiane. L’interno conserva tracce di affreschi medievali.
- Chiesa di Santa Maria del Soccorso: piccola chiesa rupestre scavata nella roccia, visitabile solo in alcuni orari. Un esempio di architettura ipogea tipica del territorio pugliese.
- Chiesa di San Francesco d’Assisi: barocca, luminosa, con un interno decorato che merita una visita veloce se passi da Piazza Garibaldi.
Monopoli oltre il centro storico
Il centro storico è il cuore di Monopoli, ma la città non finisce lì. Appena esci dalle mura, ti si apre un territorio fatto di masserie, contrade, costa rocciosa e un castello cinquecentesco isolato sul mare. È la Monopoli meno turistica, quella che devi cercare apposta.
Il castello di Santo Stefano

A circa 2 chilometri dal centro, lungo la costa verso nord, sorge il castello di Santo Stefano, una delle fortezze costiere più affascinanti della Puglia. Non è un castello medievale: è una masseria fortificata del Cinquecento, costruita per difendersi dalle incursioni turche e saracene.
La struttura è imponente: un corpo centrale quadrangolare con quattro torri angolari circolari, mura spesse, poche aperture. Era pensata per resistere agli assedi, e lo si capisce al primo sguardo. Ma il castello di Santo Stefano aveva anche una funzione produttiva: era il centro di un vasto feudo agricolo, con frantoi, cantine, stalle. Difesa e produzione, in un unico edificio. Pragmatismo rinascimentale.
Oggi il castello è un resort di lusso (sì, puoi dormirci, se il budget lo consente). Non è sempre visitabile, ma anche visto dall’esterno vale il viaggio. Si affaccia sul mare, isolato, con la costa rocciosa tutt’intorno. Al tramonto, quando la luce arancione colpisce le torri, sembra uscito da un romanzo di avventure.
Come arrivarci? A piedi dal centro storico sono circa 30 minuti lungo il lungomare (bella camminata). In auto, 5 minuti. In bici, ideale. C’è un piccolo parcheggio vicino.
Le contrade di Monopoli
Monopoli è conosciuta come la “città delle cento contrade”. Il numero è simbolico (in realtà sono circa 99), ma rende l’idea: il territorio comunale è vastissimo, punteggiato da masserie, trulli, ville neoclassiche, chiese rurali. Ogni contrada ha un nome che rimanda a un casale scomparso, a una famiglia nobiliare, a un santo protettore.
Le contrade non sono un’attrazione turistica nel senso classico del termine. Non ci sono cartelli, percorsi segnati, biglietti da comprare. Sono semplicemente la campagna pugliese: ulivi secolari, muretti a secco, strade bianche, masserie trasformate in agriturismi. Per visitarle servono un’auto (o meglio, una bici), una mappa e la voglia di perdersi.
Alcune contrade meritano una visita:
- Contrada Impalata: caratterizzata da masserie fortificate del ‘500-‘600, costruite per difendersi dai briganti e dai pirati. Molte sono state restaurate e trasformate in dimore di charme.
- Contrada Assunta: qui si trova la chiesa rupestre di Santa Lucia, scavata nella roccia calcarea. Visitabile solo su prenotazione, ma vale lo sforzo.
- Contrada Cristo delle Zolle: il nome già dice tutto. Al centro, una piccola cappella devozionale circondata da campi coltivati. Silenzio, pace, ulivi. Perfetta per una pausa contemplativa.
Il modo migliore per esplorare le contrade? Noleggia una bici (ci sono diversi bike rental in città) e parti alla mattina presto. Porta acqua, crema solare, macchina fotografica. Non seguire Google Maps: segui le strade bianche, fermati quando vedi qualcosa di interessante, parla con la gente. Le contrade si scoprono così, non con un itinerario rigido.
Il mare a Monopoli: spiagge e calette

Parliamoci chiaro: se vieni a Monopoli solo per il mare, stai sottovalutando la città. Ma se vieni per il centro storico e poi scopri che il mare è spettacolare, allora sei fortunato. Perché il mare qui è davvero bello. Non è il Salento, non è il Gargano, ma ha una sua eleganza discreta. La costa è rocciosa per lunghi tratti, con calette nascoste e acqua cristallina. Poi c’è Capitolo, la frazione balneare dove il mare diventa caraibico.
Ecco le spiagge e le calette che devi conoscere.
Le cale del centro storico
Una delle cose più sorprendenti di Monopoli è che puoi fare il bagno a pochi metri dal centro storico, il che significa che in teoria potresti visitare la cattedrale barocca alle 10 del mattino e trovarti in acqua alle 10:15 (in pratica ci metterai il doppio perché ti perderai nei vicoli, ma questa è un’altra storia). Le cale sono piccole spiagge incastonate tra le rocce e le mura medievali, tutte raggiungibili a piedi, e ognuna ha la sua personalità.
Cala Porta Vecchia è la più famosa e democratica: sabbia dorata, fondale che degrada dolcemente, acqua trasparente, e quel panorama con le mura medievali da un lato e il mare aperto dall’altro che sembra uscito da una cartolina che però stavolta non mente. D’estate c’è uno stabilimento balneare se cerchi comfort (lettini, ombrelloni, bar che serve granite decenti) e una parte libera se preferisci il tuo telo sgualcito portato da casa.
Poco più a sud trovi Cala Porto Bianco, più piccola e rocciosa, frequentata da chi non ha problemi a sdraiarsi sugli scogli e apprezza l’acqua profonda già a pochi metri dalla riva – perfetta per tuffi, meno per chi ha paura del fondale che non vede. Cala Porto Rosso prende il nome dal colore rossastro delle rocce al tramonto (sì, qualcuno qui aveva senso poetico), si raggiunge tramite una scalinata e ha un’acqua così limpida che vedrai i pesci nuotarti intorno, quindi porta maschera e boccaglio se li hai.
Cala Porto Verde deve il nome alle alghe che in certi periodi colorano l’acqua di tonalità smeraldo – non sempre è balneabile perché le correnti fanno i capricci, ma vale la passeggiata anche solo per vedere. Infine c’è Cala Paradiso, che con un nome del genere o mantiene le promesse o diventa una delusione cosmica: fortunatamente mantiene, con la sua insenatura riparata, acqua cristallina e un piccolo lido d’estate.
Le spiagge di Capitolo

Capitolo è la frazione balneare di Monopoli, a circa 6 chilometri a nord del centro. Se le cale del centro storico sono pittoresche, Capitolo è proprio una località balneare classica: spiagge di sabbia bianca, fondali bassi, stabilimenti attrezzati, villaggi turistici, hotel. È il tipo di posto dove vieni se vuoi una vacanza di mare tradizionale, con lettino, ombrellone, gelato e bar sulla spiaggia.
Il mare a Capitolo è spettacolare: acqua turchese, trasparente, fondale sabbioso che degrada dolcemente. È perfetto per famiglie con bambini, che possono giocare in acqua in tutta sicurezza. La spiaggia è lunga diversi chilometri, quindi anche d’estate trovi spazio.
Ci sono sia spiagge libere sia lidi attrezzati. Le spiagge libere si trovano soprattutto nella parte nord, oltre i lidi. Se arrivi presto (entro le 9:00), trovi posto senza problemi. Se arrivi a mezzogiorno, buona fortuna. Porta ombrellone, telo, acqua e pazienza.
I lidi attrezzati offrono lettini, ombrelloni, bar, ristoranti, docce, animazione. Alcuni sono molto esclusivi (tipo Macramè Beach, che è il lido più trendy della zona), altri più family-friendly. I prezzi variano, ma in alta stagione aspettati 20-30 euro per lettino e ombrellone.
Come arrivare a Capitolo? In auto, 10 minuti dal centro di Monopoli. Parcheggi a pagamento lungo la strada (2-3 euro al giorno). In autobus, c’è una linea che collega Monopoli a Capitolo (controlla orari sul sito STP Brindisi). In bici, fattibile ma sono 6 km.
Cosa mangiare a Monopoli: sapori autentici

Se c’è una cosa che Monopoli fa bene – anzi, benissimo – è il cibo. E non parlo di ristoranti stellati o di cucina gourmet. Parlo di cucina pugliese vera: quella delle masserie, delle trattorie a conduzione familiare, dei forni che sfornano focaccia calda alle 11:00 del mattino. È il tipo di cucina che ti fa sentire a casa anche se sei a mille chilometri da casa tua.
Il protagonista assoluto è il pesce. Monopoli è un porto peschereccio attivo, quindi il pesce è fresco, locale, preparato in modo semplice. Polpo in umido, zuppa di pesce, alici marinate, cozze gratinate, ricci di mare (se è stagione). Niente salse elaborate, niente fusion inutili. Solo olio extravergine, aglio, prezzemolo, pomodoro. E funziona alla perfezione.
Ma la città è anche entroterra, masserie, orti. Quindi trovi anche orecchiette alle cime di rapa, fave e cicoria, caciocavallo podolico (un formaggio a pasta filata prodotto nelle masserie della zona), burrata che qui è più cremosa che altrove. E poi i panzerotti, fritti al momento, ripieni di mozzarella e pomodoro. Street food perfetto.
Ora, arriviamo al dolce. Il dolce tipico di Monopoli è lo Sporcamuss, e se il nome ti fa storcere il naso, aspetta di assaggiarlo. È una sfoglia ripiena di crema pasticcera, fritta e ricoperta di zucchero a velo. Si mangia caldissimo, appena sfornato. La crema scotta, lo zucchero si scioglie, le dita si sporcano (da qui il nome: “sporca muso”, “sporca faccia”). È un’esperienza più che un dolce. Lo trovi in tutte le pasticcerie del centro, ma il migliore (dicono) è quello della Locanda dei Mercanti, dove lo servono anche in versione “tris” con tre farciture diverse.
Altri dolci da provare: pasticciotto leccese (anche se è del Salento, qui lo fanno bene), cartellate (dolce natalizio con miele o vincotto), taralli dolci (perfetti con il caffè).
Cosa fare a Monopoli la sera
Monopoli non è Ibiza. Non è nemmeno Gallipoli. Se cerchi discoteche, dj set fino all’alba e feste in spiaggia, sei nel posto sbagliato. Ma se cerchi serate tranquille, passeggiate al tramonto, aperitivi vista mare e quel tipo di vita notturna che ti fa alzare il giorno dopo senza rimpianti, allora Monopoli è perfetta.
La sera tipo a Monopoli funziona così: cena in una trattoria del centro storico (ore 20:30-22:00), poi passeggiata sul lungomare o nel borgo antico, gelato, drink in un bar con tavolini all’aperto, chiacchiere, letto. Ripetibile per infinite sere senza annoiarsi.
Dove vedere il tramonto a Monopoli

Il tramonto a Monopoli è uno spettacolo che merita programmazione. Controlla l’ora del tramonto (d’estate intorno alle 20:00-20:30), e arriva con 15 minuti di anticipo. Ecco i posti migliori:
- Bastioni del Castello di Carlo V: vista a 360 gradi su mare, porto e centro storico. Se il castello è aperto (non sempre lo è), sali sui bastioni. Altrimenti, accontentati della passeggiata esterna. Il sole scende sull’Adriatico, illumina le mura medievali di arancio e rosso, poi sparisce. Durata: 20 minuti. Intensità emotiva: alta.
- Porto Vecchio: più romantico, meno panoramico. Ti siedi sulla banchina, guardi le barche, aspetti. Il tramonto da qui non è frontale (il sole scende a ovest, non sul mare), ma la luce radente che illumina il porto è bellissima. Ideale per coppie.
- Lungomare verso Cala Torre Cintola: se hai voglia di camminare, vai verso sud. La passeggiata sul lungomare al tramonto, con il mare che cambia colore ogni cinque minuti, è terapeutica. Dopo 20 minuti arrivi alla torre cinquecentesca, dove puoi fermarti su uno scoglio e guardare il sole che scende. Porta acqua e scarpe comode.
Dove uscire la sera a Monopoli

Dopo cena, Monopoli si anima dolcemente. Non è caos, non è folla, non è movida sfrenata. È vita sociale mediterranea: gente che passeggia, si ferma a chiacchierare, entra in un bar, ne esce, entra in un altro. Il centro storico e il lungomare sono i due poli della serata.
Passeggiata nel centro storico: è l’attività principale. Tutti lo fanno. Cammini nei vicoli, ti fermi a guardare le vetrine, ti siedi su un muretto, riparti. Non c’è un percorso fisso, non c’è una meta. È semplicemente passeggiare. I vicoli sono illuminati da luci soffuse, le case bianche riflettono la luce dei lampioni, l’atmosfera è tranquilla. Se capiti in agosto, c’è più gente, ma mai affollamento opprimente.
Bar e locali sul porto: lungo il porto vecchio ci sono diversi bar con tavolini all’aperto. Ideali per un drink dopo cena. Spritz, birra artigianale, cocktail. Prezzi nella media (5-8 euro per un drink). Musica di sottofondo, mai troppo alta. Vista sul porto, barche illuminate, brezza marina. Perfetto.
Gelaterie: Monopoli ha ottime gelaterie artigianali. Il gelato dopo cena è un rito. Si compra, si passeggia mangiandolo, si finisce sulla panchina del lungomare guardando il mare. Gusti consigliati: pistacchio di Bronte, fico, mandorla, stracciatella. Evita i gusti troppo creativi: sono sempre deludenti.
Eventi estivi: in estate (giugno-settembre), Monopoli organizza eventi serali nel centro storico e al castello. Concerti, spettacoli teatrali, cinema all’aperto, mostre fotografiche (soprattutto durante il PhEST). Controlla il calendario sul sito del Comune o chiedi in hotel. Gli eventi sono spesso gratuiti o a ingresso simbolico.
Se cerchi vita notturna più movimentata, devi spostarti. Polignano a Mare (8 km) ha più locali e bar aperti fino a tardi. Bari (45 km) ha discoteche e club. Ma se sei a Monopoli, forse è perché non cerchi quello. Forse cerchi esattamente questo: serate tranquille, mare, gelato, chiacchiere. E va benissimo così.
Come arrivare a Monopoli
Monopoli è ben collegata, facile da raggiungere, accessibile. Non è un borgo sperduto sulle montagne che richiede sforzi logistici. È sulla costa adriatica, a metà strada tra Bari e Brindisi. Ecco le opzioni.
- In auto: la SS16 (Strada Statale Adriatica) passa proprio da Monopoli. Se arrivi da Bari (40 km a nord), ci vogliono 40-45 minuti. Se arrivi da Brindisi (70 km a sud), circa un’ora. Dall’autostrada A14, esci a Monopoli e segui le indicazioni. Parcheggi: nel centro storico è ZTL (zona a traffico limitato), quindi lascia l’auto fuori. Parcheggi comodi: Largo Fontanelle (a pagamento), Piazza Vittorio Emanuele II (gratuito ma spesso pieno), Via Nazario Sauro vicino al terminal crociere (gratuito). In estate arriva presto, i parcheggi si riempiono.
- In treno: Monopoli ha una stazione ferroviaria sulla linea Bari-Lecce. Treni regionali frequenti (uno ogni ora circa). Da Bari, 30-40 minuti. Da Lecce, 1 ora e 20 minuti. Da Brindisi, 40 minuti. I treni sono moderni, puntuali (più o meno), economici. La stazione è a 10 minuti a piedi dal centro storico. Comodo.
- In autobus: ci sono autobus che collegano Monopoli a Bari, Brindisi, Lecce e altre città pugliesi. Gestiti da diverse compagnie (STP Brindisi, FSE). Meno comodi del treno, ma utili se devi raggiungere località non servite dalla ferrovia. Controlla orari su Google Maps o sui siti delle compagnie.
- In aereo: gli aeroporti più vicini sono Bari-Palese (50 km, 45 minuti in auto) e Brindisi-Salento (80 km, 1 ora in auto). Da Bari-Palese puoi prendere un treno (c’è una stazione ferroviaria collegata all’aeroporto) o un autobus. Da Brindisi, meglio noleggiare un’auto o prendere un transfer privato. Non ci sono voli diretti low-cost internazionali su Monopoli, quindi passi per Bari o Brindisi.
Quando visitare Monopoli (periodo migliore)
La risposta semplice è: sempre. La città funziona 12 mesi all’anno. Non è una località stagionale che d’inverno diventa spettrale. È una città viva, abitata, funzionale. Detto questo, ogni stagione ha i suoi pro e contro.
- Primavera (aprile-giugno): periodo ideale. Temperature miti (20-28°C), poca pioggia, poca gente. Il mare è ancora fresco (non balneabile prima di metà maggio), ma puoi visitare il centro storico senza sudare, camminare nei vicoli senza folla, pranzare all’aperto senza morire di caldo. Le contrade sono verdi, i fiori sbocciano, le masserie aprono. Perfetto per chi cerca tranquillità.
- Estate (luglio-agosto): alta stagione. Caldo (30-35°C), sole garantito, mare perfetto. Ma anche folla, prezzi alti, traffico, spiagge affollate. Se vieni per il mare, è il momento giusto. Se vieni per il centro storico, meglio giugno o settembre. La festa della Madonna della Madia (14-15 agosto) è un’esperienza unica, ma preparati a hotel pieni e prezzi gonfiati. Prenota in anticipo.
- Autunno (settembre-novembre): forse il periodo migliore in assoluto. Settembre è ancora estate: mare caldo, sole, poca gente, prezzi più bassi. Ottobre è dolce: temperature intorno ai 20-25°C, spiagge deserte (non sempre balneabili), centro storico tranquillo. Novembre inizia a essere piovoso, ma se ti piace la Puglia fuori stagione, è affascinante.
- Inverno (dicembre-marzo): bassa stagione. Temperature fresche ma mai rigide (10-15°C), piogge possibili, mare mosso. Molti hotel e lidi chiudono. Ma il centro storico è sempre aperto, i ristoranti funzionano, la vita locale continua. Se cerchi autenticità e non ti interessa il mare, l’inverno ha il suo fascino. Prezzi bassissimi, zero turisti, Monopoli vera.
Il mio consiglio? Settembre o maggio. Hai il meglio di due mondi: bel tempo, mare (o quasi), poca gente, prezzi ragionevoli.
Cosa vedere nei dintorni di Monopoli

Monopoli è una base strategica per esplorare la Puglia centrale. In un raggio di 50 km hai costa, entroterra, borghi, siti archeologici, grotte, trulli. Se hai due o tre giorni a disposizione e ti annoi (difficile, ma possibile), ecco dove andare.
- Polignano a Mare (8 km): la vicina famosa. Polignano è a 10 minuti di auto o 15 minuti di treno. Centro storico arroccato su una scogliera, Lama Monachile (la spiaggia incastonata tra le rocce), ristoranti vista mare, atmosfera turistica ma affascinante.
- Grotte di Castellana (18 km): sistema di grotte carsiche tra i più belli d’Italia. Visita guidata obbligatoria (durata: 1 ora per il percorso breve, 2 ore per quello completo). Stalattiti, stalagmiti, caverne enormi, Grotta Bianca (la più spettacolare). Temperatura costante 16°C, porta felpa anche d’estate. Biglietto 16-18 euro. Prenota online, in estate si riempie.
- Alberobello (21 km): patrimonio UNESCO, famosa per i trulli (abitazioni coniche in pietra a secco). Centro storico interamente fatto di trulli, pittoresco ma iper-turistico. Se hai voglia di vedere qualcosa di unico, vale la visita. Se odi le folle di turisti, evita. Consiglio: vai al mattino presto (prima delle 10) o al tramonto.
- Locorotondo (26 km): uno dei borghi più belli d’Italia. Centro storico circolare (da cui il nome), case bianche, balconi fioriti, atmosfera rilassata. Meno turistico di Alberobello, più autentico. Ottimi ristoranti, vino locale (Locorotondo DOC). Ideale per pranzo e passeggiata.
- Cisternino (31 km): altro borgo della Valle d’Itria. Famoso per le macellerie che cucinano carne alla brace sul momento. Ordini al bancone, scegli il taglio, loro lo cucinano, tu mangi. Esperienza imperdibile per carnivori.
- Ostuni (42 km): la città bianca. Centro storico dipinto interamente di calce bianca, arroccato su tre colli, vista sul mare. Molto turistica ma bellissima. Vicoli stretti, scale, archi, piazzette. Se hai tempo, vale il viaggio.
- Bari (45 km): capoluogo pugliese. Bari Vecchia (centro storico) merita una visita: Basilica di San Nicola, Castello Svevo, stradine arabeggianti, signore che fanno orecchiette davanti casa. Caos urbano ma affascinante. Se vuoi shopping, movida, ristoranti, Bari funziona.
- Egnazia (15 km): parco archeologico con rovine di un’antica città messapica e romana. Non è Pompei, ma se ti piace l’archeologia, vale la visita. Museo annesso con reperti interessanti.
Il mio consiglio? Non cercare di vedere tutto. Scegli due o tre posti che ti incuriosiscono davvero e visita quelli con calma. La Puglia non è una lista da spuntare: è un posto dove rallentare, assaporare, vivere. Monopoli ti insegna questo. Ascoltala.













