Ex mercato del pesce di Bari: dove il mare incontrava la città a Piazza del Ferrarese

Se ti trovi a passeggiare sul lungomare di Bari in una di quelle mattine in cui la luce sembra fatta apposta per le fotografie, prima o poi ti ritroverai davanti a un edificio color mattone che sembra guardarti con aria interrogativa. È l’ex mercato del pesce di Bari, e la sua storia racconta più cose sulla città di quanto potrebbe fare qualsiasi guida turistica.

L’edificio se ne sta lì, in piazza del Ferrarese, esattamente nel punto in cui Bari vecchia decide di aprirsi al mare. È una posizione strategica, il genere di posto dove le cose importanti tendono ad accadere. E infatti, per quasi due secoli, qui sono accadute.

Un palazzo nato per il pesce

palazzo ex mercato del pesce bari vecchia
Ex mercato del pesce (Vista da Teatro Margherita)

Correva l’anno 1837 quando qualcuno decise che la città di Bari aveva bisogno di un posto dignitoso dove vendere il pescato. Prima di allora, immagino, i pescatori facevano quello che i pescatori hanno sempre fatto: stendevano le reti, urlavano i prezzi, contrattavano con le massaie. Ma era l’Ottocento, il secolo in cui tutto doveva avere un ordine, un edificio, un regolamento.

Il risultato fu questo palazzo a due piani che oggi vedi affacciato sulla piazza. Guardalo bene: le paraste in pietra di ordine ionico, i portici al piano terra che un tempo accoglievano banchi traboccanti di triglie e polipi, i finestroni al piano superiore. È il tipico stile ottocentesco del Sud Italia, quel modo di costruire che voleva essere elegante ma anche pratico, perché qui il pesce doveva entrare fresco la mattina e uscire nelle borse della spesa prima che il sole di mezzogiorno lo trasformasse in un problema.

Ex mercato del pesce: il cuore pulsante di piazza del Ferrarese

Per capire l’ex mercato del pesce di Bari devi capire piazza del Ferrarese. Questa piazza è sempre stata il punto di connessione tra mondi diversi: da un lato il dedalo di vicoli di Bari vecchia, con le sue signore che preparano orecchiette sui tavoli davanti casa, dall’altro il mare aperto e le sue promesse. Non a caso, proprio di fronte al mercato del pesce, c’è la Sala Murat, che un tempo ospitava un altro mercato, quello della carne. Due edifici gemelli, due commerci complementari, una sola piazza affamata.

E se ti giri verso il mare, ecco il Teatro Margherita che galleggia sull’acqua come un sogno liberty. Insieme, questi tre edifici formano oggi quello che viene chiamato il Polo delle Arti Contemporanee, ma per generazioni sono stati semplicemente il posto dove i baresi compravano da mangiare, guardavano spettacoli e vivevano la loro vita di città di mare.

Palazzo Starita: il nuovo arrivato (che ha tre secoli)

placeholder

A pochi passi dall’ex mercato del pesce, sempre affacciato su piazza del Ferrarese, c’è un altro protagonista di questa storia: Palazzo Starita. È un edificio settecentesco costruito sui resti di un antico arsenale, il che già di per sé suona come l’incipit di un romanzo d’avventura. Per secoli è stato una dimora privata, abitata tra gli altri da quei mercanti ferraresi – Girolamo Barrucchelli e Stefano Fabbri – che hanno dato il nome alla piazza stessa.

Dopo un restauro durato due anni e mezzo, Palazzo Starita ha riaperto le porte nel dicembre 2025 come spazio espositivo e culturale. Se lo visiti, noterai una grande meridiana sulla facciata e potrai salire fino al roof garden per goderti una vista che abbraccia piazza Mercantile da un lato e il mare dall’altro. C’è anche un caffè letterario con doppio ingresso – perché a Bari, evidentemente, una porta sola non basta mai.

La Chiesa della Vallisa: quando i mercanti di Ravello guardavano il mare

chiesa vallisa bari vecchia
Chiesa della Vallisa a Bari vecchia

Se dall’ex mercato del pesce alzi lo sguardo verso sinistra, vedrai tre absidi semicircolari che sembrano voltare le spalle alla piazza per guardare altrove. È la Chiesa della Vallisa, e quel suo modo di stare di schiena racconta una storia: quando fu costruita, nell’XI secolo, quelle absidi si affacciavano direttamente sul mare. Piazza del Ferrarese non esisteva ancora.

Il nome è un piccolo enigma linguistico. Tutto cominciò con i mercanti di Ravello, dalla Costiera Amalfitana, che nel XII secolo si stabilirono a Bari portando con sé commerci, denaro e la necessità di un luogo dove pregare. La chiesa, dedicata originariamente a San Pietro, divenne “dei Ravellesi”, poi “dei Lavellisi”, infine semplicemente “la Vallisa”. È il modo in cui le parole si consumano nei secoli, come i gradini di pietra sotto i piedi di chi passa.

Oggi la Vallisa non è più una chiesa nel senso tradizionale. È diventata un auditorium dove si tengono concerti e spettacoli, e a quanto dicono l’acustica è straordinaria. Se capiti a Bari quando c’è un evento, vale la pena entrare: l’interno a tre navate con le colonne romaniche, spogliato delle aggiunte barocche durante i restauri degli anni Sessanta, ha quella bellezza essenziale che solo le cose antiche sanno avere.

Sotto i tuoi piedi: la Via Appia-Traiana

via appia traiana piazza del ferrarese bari vecchia
Via Appia-Traiana in Piazza del Ferrarese

Ora fermati un attimo e guarda per terra. Proprio qui, in piazza del Ferrarese, c’è un rettangolo delimitato da paletti in ferro che protegge qualcosa di straordinario: un tratto della Via Appia-Traiana, la strada costruita dai romani tra il 108 e il 110 d.C. per collegare Benevento a Brindisi. Sì, quelle stesse basole in passato calpestate da legionari, mercanti e pellegrini diretti in Terra Santa quasi duemila anni fa.

La Traiana entrava a Bari attraverso quella che oggi è via Crispi, passava per l’area della Prefettura e arrivava proprio qui, in piazza del Ferrarese, prima di infilarsi nei vicoli di Bari vecchia. Se hai tempo, scendi nel succorpo della Cattedrale di San Sabino: troverai un altro lembo di strada lastricata con i solchi lasciati dai carri. È uno di quei momenti in cui la storia smette di essere un concetto astratto e diventa qualcosa che puoi toccare con mano.

Una targa, una principessa e la sorella di Sissi

Sul retro dell’edificio, quello che guarda verso il Teatro Margherita e il lungomare di Bari, c’è una targa che racconta una storia da romanzo. Il 3 febbraio 1859, proprio qui, Francesco di Borbone incontrò per la prima volta Maria Sofia di Baviera, la donna che sarebbe diventata sua moglie. Maria Sofia era la sorella minore dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, quella che tutti conosciamo come Sissi. Furono l’ultima coppia reale borbonica a regnare sull’Italia meridionale, prima che Garibaldi e i suoi cambiassero tutto.

È strano pensarci: nello stesso posto dove i pescatori scaricavano le cassette di alici, una principessa bavarese mise piede per la prima volta sul suolo del suo futuro regno. La storia ha questo modo di mescolare le carte, di far convivere il sublime e il quotidiano nello spazio di pochi metri quadrati.

Cosa troverai oggi all’ex mercato del pesce

Se stai pianificando una visita, devo essere onesto con te: l’ex mercato del pesce di Bari è ancora un cantiere aperto, una storia in corso di scrittura. Il piano terra è stato restaurato e ospita eventi culturali, ma i lavori al primo piano procedono con quella calma tutta meridionale che può risultare frustrante o poetica, a seconda del tuo stato d’animo.

La buona notizia è che durante i restauri è emersa una scoperta archeologica notevole: l’antica banchina del porto di Bari, con tanto di bitte d’attracco originali. Questo significa che prima della costruzione del lungomare, l’edificio si affacciava direttamente sull’acqua. I pescatori attraccavano letteralmente sotto i portici per scaricare il pescato. Oggi puoi vedere questi resti attraverso una passerella, un viaggio nel tempo a pochi passi dai tavolini dei bar.

Come arrivarci e cosa vedere intorno

Piazza del Ferrarese è facilmente raggiungibile a piedi dal centro di Bari. Da Corso Vittorio Emanuele II, la strada principale del quartiere murattiano, basta camminare verso il mare per qualche minuto. Ti consiglio di arrivarci dalla parte della città nuova: l’impatto visivo di Bari vecchia che si apre improvvisamente davanti a te, con il mercato del pesce sulla sinistra e il mare sullo sfondo, vale da solo la passeggiata.

Una volta lì, prenditi il tempo per esplorare. A pochi passi c’è piazza Mercantile con la sua colonna infame, la Basilica di San Nicola è a dieci minuti di cammino tra i vicoli, e il Castello Svevo domina il promontorio poco più a nord. Ma soprattutto, siediti in uno dei bar della piazza, ordina un caffè, e osserva. È quello che i baresi fanno da sempre in questo angolo di città, e probabilmente è il modo migliore per capirlo davvero.

Perché visitarlo

L’ex mercato del pesce di Bari non è il Colosseo. Non troverai code di turisti né audioguide in diciotto lingue. È qualcosa di diverso: un pezzo di storia urbana che racconta come una città di mare ha vissuto, commerciato, mangiato per quasi due secoli. È il genere di posto che premia chi si ferma a guardare, chi legge le targhe, chi si chiede perché le cose sono fatte in un certo modo.

E poi c’è la posizione. Trovarti lì, in quel punto esatto dove Bari vecchia incontra il Mediterraneo, con il profumo di salsedine che si mescola a quello del caffè, è un’esperienza che nessuna fotografia può restituire. Il mercato del pesce non c’è più, i pescatori si sono spostati altrove, ma l’anima del luogo è ancora lì, ostinata come solo le cose di mare sanno essere.