C’è un momento preciso, a Bari, in cui la città smette di essere una città e diventa un quadro. Succede ogni sera, più o meno un’ora prima che il sole decida di tuffarsi nell’Adriatico. I baresi lo sanno bene, e infatti verso quell’ora cominciano a muoversi con una certa determinazione verso punti specifici del lungomare, come uccelli migratori che seguono un istinto antico.
Non è romanticismo spicciolo. È che qui il tramonto ha una qualità particolare, una combinazione di luce, acqua e architettura che trasforma i quasi quattordici chilometri di costa in un palcoscenico naturale. Il cielo si tinge di sfumature che vanno dall’ocra al rosa antico, il mare diventa una tavola blu scuro, e i palazzi liberty sul lungomare assumono quel colore dorato che fa sembrare tutto più bello di quanto sia. Compreso te che guardi.
Ma ecco il punto: non tutti i tramonti baresi sono uguali. Dipende da dove ti piazzi. E siccome “nessuno nasce imparato”, come diciamo da queste parti, ho pensato di condividere i posti giusti. Quelli dove vanno i baresi, non quelli delle guide turistiche scritte da gente che a Bari ci è passata un pomeriggio.
Largo Giannella: un tramonto da cartolina a Bari

Se dovessi scegliere un solo posto per vedere il tramonto a Bari, sarebbe questo. Largo Giannella sta nel cuore del lungomare, esattamente dove la passeggiata si apre in una sorta di terrazza naturale affacciata sul mare.
Da qui succede qualcosa di speciale: il sole cala alle tue spalle, ma la luce rimbalza sull’acqua e illumina il profilo di Bari Vecchia davanti a te. Le cupole delle chiese, il campanile della Cattedrale di San Nicola, i tetti del borgo antico: tutto prende fuoco di un arancione caldo che dura una ventina di minuti. Poi sfuma nel blu della sera, e a quel punto i lampioni si accendono e la città cambia di nuovo.
Quando andare: in estate il sole tramonta tardi, verso le 20:30. In inverno già alle 16:30. Arriva almeno mezz’ora prima per trovare posto sulle panchine di pietra.
Cosa portare: niente di particolare. Al massimo un gelato preso da uno dei bar nelle vicinanze. I baresi fanno così: gelato in mano, sguardo al mare, silenzio.
La rotonda di Piazza Diaz: lo skyline che non ti aspetti

Pochi turisti ci arrivano, eppure è forse il punto più fotografato dai baresi. La rotonda di Piazza Diaz è una sorta di balcone circolare che si protende verso il mare, e da qui hai la vista completa sullo skyline della città vecchia.
Il Teatro Margherita in primo piano, con quella sua struttura liberty costruita letteralmente sull’acqua. Dietro, la Basilica di San Nicola e la Cattedrale che si stagliano contro il cielo. E ancora più in fondo, le gru del porto che sembrano sculture industriali.
Al tramonto questa vista diventa surreale. Il sole scende dietro la città, e per qualche minuto i contorni degli edifici si trasformano in silhouette nere contro un cielo infuocato. È il momento in cui tutti tirano fuori il telefono, e per una volta le foto vengono bene anche senza filtri.
Il dettaglio da insider: dopo il tramonto, resta ancora dieci minuti. Quando si accendono le luci dei lampioni e dei palazzi, il riflesso sull’acqua crea un effetto che vale la seconda metà della serata.
Il Fortino di Sant’Antonio: come osservare il tramonto dall’alto il tramonto su Bari

Camminando lungo la strada che costeggia l’ex mercato del pesce di Bari Vecchia, a Piazza del Ferrarese, arrivi alla fine del molo dove sorge il Fortino di Sant’Antonio. È un bastione cinquecentesco che oggi ospita mostre ed eventi, ma il vero spettacolo è gratuito e sta tutto intorno.
Da qui sei sopraelevato rispetto al mare, e la prospettiva cambia completamente. Vedi il lungomare Nazario Sauro distendersi verso sud, i palazzi che si specchiano nell’acqua, le barche dei pescatori che rientrano. È il tramonto visto dall’alto, con il vento che arriva dal mare aperto e porta odore di sale.
Questo è il posto preferito dai fotografi, perché la luce radente del tardo pomeriggio illumina le facciate dei palazzi creando contrasti perfetti. Ma è anche il posto preferito dalle coppie, che si siedono sulle pietre della muraglia e restano lì finché non fa buio.
Nota pratica: il fortino è esposto al vento. In inverno porta una giacca, anche se la giornata sembra mite.
Spiaggia di Pane e Pomodoro: il tramonto con i piedi nella sabbia

Se l’idea di guardare il tramonto seduto sulla sabbia ti sembra una cosa da fare almeno una volta nella vita, allora la spiaggia di Pane e Pomodoro è il posto giusto. È la spiaggia urbana di Bari, quella che i baresi frequentano dopo il lavoro per un bagno veloce o semplicemente per staccare.
Il nome deriva dal fatto che un tempo qui c’erano delle coltivazioni di piante di pomodoro, ed è rimasto anche se oggi la spiaggia è attrezzata con bar, docce e tutto il resto. Ma la sostanza non è cambiata: è un pezzo di mare in città, con la sabbia fine e l’acqua che degrada dolcemente.
Al tramonto Pane e Pomodoro si riempie di gente. Famiglie con bambini, gruppi di amici, coppie, pensionati con il cane. Ognuno trova il suo angolo, stende un telo, e aspetta. Il sole qui non tramonta esattamente nel mare, ma la luce che colora il cielo è la stessa, e guardarla con i piedi nella sabbia aggiunge qualcosa che non so spiegare.
Il consiglio: porta qualcosa da bere. I bar sulla spiaggia fanno aperitivi decenti, ma il tramonto con una birra fresca comprata al supermercato ha un suo perché.
Torre Quetta: la seconda spiaggia dei baresi

Qualche centinaio di metri più a sud di Pane e Pomodoro, Torre Quetta è la sorella meno conosciuta. Per anni è stata un’area degradata, poi il Comune l’ha recuperata trasformandola in un lido pubblico gratuito con servizi, accesso per disabili e un’atmosfera che sta a metà tra la spiaggia e il parco urbano.
Il nome viene da una torre costiera cinquecentesca che sorvegliava questo tratto di costa. La torre esiste ancora anche se ha cambiato funzione, ed il panorama è rimasto lo stesso: mare aperto davanti, la sagoma del lungomare alle spalle, e al tramonto una luce che sembra studiata apposta per le fotografie.
Torre Quetta è meno affollata di Pane e Pomodoro, e questo per alcuni è un vantaggio. È il posto dove i baresi vengono quando vogliono un tramonto tranquillo, senza la confusione delle spiagge più centrali.
Il Faro di San Cataldo: dove il sole tocca il mare

Se vuoi vedere il sole che si immerge letteralmente nell’acqua, devi andare a nord, verso la zona del faro. Il Faro di San Cataldo è una torre bianca alta sessantadue metri, il terzo faro più alto d’Italia, e segna il punto dove il lungomare finisce e comincia la costa selvaggia.
Da qui il panorama cambia. Non ci sono più palazzi liberty né lampioni artistici. C’è il mare aperto, la scogliera, e nelle giornate limpide si vede il profilo del Gargano all’orizzonte. Il sole tramonta proprio davanti a te, e per qualche minuto puoi fare quella foto che tutti vogliono fare: il disco arancione che scompare nell’Adriatico.
Il dettaglio: la zona del faro è esposta e ventosa. È perfetta per i tramonti estivi, quando il vento rinfresca e la luce dura fino a tardi. In inverno è più impegnativa, ma anche più suggestiva.
Cosa fare dopo: nei bar della zona fanno un gelato decente. Prendilo e mangialo guardando le ultime sfumature del cielo. È quello che fanno i baresi, ed è un buon sistema.
Zona Fiera del Levante: il tramonto degli intenditori

Poco oltre il faro, verso la Fiera del Levante, c’è un tratto di lungomare che i turisti ignorano completamente. E questo è precisamente il motivo per cui vale la pena andarci.
Qui il sole tramonta nel mare senza ostacoli. Niente palazzi, niente barche, niente gente: solo tu, l’acqua, e quel momento in cui il cielo diventa di tutti i colori che conosci più qualcuno che non sapevi esistesse.
È il tramonto per chi cerca silenzio. Per chi vuole sedersi su uno scoglio e restare lì finché non si accendono le prime stelle. Non è il posto per un aperitivo mondano o per fare foto da postare. È il posto per guardare e basta.
Note pratiche per tutti i tramonti baresi

Gli orari cambiano: in estate il sole tramonta verso le 20:30, in inverno già alle 16:30. La golden hour, quel momento in cui la luce diventa magica, comincia circa un’ora prima del tramonto vero e proprio.
Il meteo conta: i tramonti più spettacolari sono quelli con qualche nuvola. La luce rimbalza sulle nubi e crea sfumature che il cielo sereno non può dare. Quindi non scoraggiarti se la giornata non è perfetta.
I baresi sanno: se vedi un gruppo di persone ferme a guardare il mare verso sera, probabilmente hanno scelto il posto giusto. Seguili.
Porta poco: il tramonto a Bari non richiede attrezzature. Basta esserci, possibilmente con qualcosa da bere e qualcuno con cui condividere il silenzio. O anche da soli, che a volte è meglio.









