20 cose da fare a Bari (di cui non ti pentirai)

Bari è una di quelle città che ti fregano. Arrivi pensando di sapere cosa aspettarti — un po’ di mare, qualche chiesa, la solita focaccia barese — e invece ti ritrovi a vagare per vicoli che sembrano progettati da qualcuno con un senso dell’orientamento decisamente discutibile, a comprare pasta fresca da signore che muovono le mani più velocemente di quanto tu riesca a seguire con gli occhi, e a chiederti come sia possibile che nessuno te ne avesse parlato prima.

Bari Vecchia con i suoi labirinti di pietra bianca dove le signore fanno le orecchiette a mano. La Basilica di San Nicola, meta di pellegrini da tutto il mondo. La focaccia più buona che tu abbia mai assaggiato, comprata in un forno storico e mangiata camminando verso il mare. Il crudo di pesce al mercato, freschissimo, mentre i pescatori scaricano le casse. Un aperitivo al tramonto sul lungomare, con l’Adriatico che diventa rosa.

Queste sono solo alcune delle 20 cose da fare a Bari che ho raccolto in questo articolo — quelle esperienze che trasformano un viaggio in un ricordo che ti porti dietro per anni. Dalla colazione con pasticciotto e caffè leccese alle gite a Polignano a Mare, dai palazzi liberty del quartiere Umbertino ai trulli di Alberobello.

Continua a leggere per scoprirle tutte.

La città vecchia di Bari e i suoi segreti mattutini

La prima cosa che ti consiglio è di perderti tra i vicoli di Bari Vecchia, possibilmente al mattino presto. Non è un modo di dire turistico, quel “perderti” — è letteralmente quello che succederà. Il centro storico di Bari è un labirinto di pietra bianca costruito apposta per confondere i pirati saraceni, e funziona ancora benissimo.

Ma la vera magia accade quando, girando un angolo a caso, ti ritrovi davanti a un tavolo di legno dove due o tre signore stanno facendo le orecchiette. Le mani si muovono con una velocità ipnotica, il pollice preme sulla pasta con un gesto che sembra semplice ma che tu non riuscirai mai a replicare (fidati, ci ho provato). Compra un sacchetto di pasta fresca, costa pochissimo e vale moltissimo.

APPROFONDIMENTO: Scopri la Via delle Orecchiette di Bari

Due chiese, due anime

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Chiesa di San Nicola (Vista dalla muraglia)

La Basilica di San Nicola è il motivo per cui Bari esiste sulla mappa dei pellegrinaggi mondiali. Qui riposano le reliquie di San Nicola — sì, quello che poi è diventato Babbo Natale, ma questa è un’altra storia — e ogni anno arrivano fedeli da tutto il mondo, soprattutto dalla Russia ortodossa. L’interno è un capolavoro romanico che ti farà venire il torcicollo a forza di guardare in alto, ma ne vale la pena.

cattedrale san sabino bari vecchia 1

Poi c’è la Cattedrale di San Sabino, a pochi passi di distanza. È meno famosa, meno affollata, e proprio per questo più intima. Ha quel silenzio particolare delle chiese che non devono impressionare nessuno, e un rosone che al tramonto fa cose con la luce che nessun filtro Instagram potrà mai imitare.

Fortezze, mura e aperitivi con vista

castello normanno svevo bari
Castello Normanno-Svevo di Bari

Il Castello Normanno-Svevo è esattamente quello che il nome promette: una fortezza massiccia che sembra uscita da un libro di storia medievale. Dentro ospita mostre temporanee che cambiano regolarmente, quindi controlla cosa c’è quando arrivi. Ma anche solo il cortile interno merita la visita, con quella sensazione di essere finito in un’epoca dove i problemi si risolvevano in modi decisamente più drastici.

La Muraglia di Bari vecchia è invece la passeggiata che ogni barese conosce a memoria: il lungomare che costeggia le mura antiche, con il mare da una parte e la città vecchia dall’altra. È il posto perfetto per capire perché i baresi sembrano sempre così tranquilli — difficile stressarsi con quella vista.

E a proposito di tranquillità: verso sera, fai aperitivo vicino al Fortino Sant’Antonio o in uno dei locali lungo il lungomare Nazario Sauro. Uno spritz con il rumore delle onde in sottofondo ha un sapore diverso, te lo assicuro.

La questione del cibo (preparati)

cosa mangiare bari
Tipici panzerotti baresi

Ora parliamo di cose serie. A Bari si mangia, e si mangia bene, e si mangia tanto. È inutile fare resistenza.

La focaccia barese è una religione locale. Alta, soffice, cosparsa di pomodorini e olive, unta al punto giusto — ogni forno sostiene che la sua sia la migliore, e in qualche modo hanno tutti ragione. I nomi da ricordare sono Fiore e Santa Rita, ma onestamente qualsiasi forno con la coda fuori è una scelta sicura.

Poi ci sono i panzerotti (mezzelune di pasta fritta ripiene di pomodoro e mozzarella che colano quando li mordi, quindi attenzione alla maglietta), le sgagliozze (fette di polenta fritta, semplicissime e perfette), e le popizze (palline di pasta fritta che creano dipendenza). Tutto questo rientra nella categoria “street food”, il che significa che puoi mangiarlo camminando e sentirti meno in colpa.

Il crudo di pesce è un discorso a parte. Al mercato del pesce di Nderr a la lanz puoi comprarlo freschissimo e mangiarlo lì, in piedi, guardando i pescatori che scaricano le casse. Non è per tutti, lo ammetto, ma se ti piace il pesce crudo questo è il posto dove provarlo nella sua forma più autentica.

La colazione dei campioni

pasticciotto pugliese crema e amarena
Pasticciotto crema ed amarena (buonissimo)

Un capitolo a sé merita la colazione barese: pasticciotto (un guscio di frolla ripieno di crema, caldo, appena sfornato) accompagnato da caffè in ghiaccio con latte di mandorla. Sembra una combinazione strana, ma dopo il primo sorso capirai perché i baresi lo bevono tutto l’anno.

Il latte di mandorla pugliese non ha niente a che vedere con quello che trovi al supermercato nel resto d’Italia. È denso, profumato, fatto con mandorle vere. Mescolato al caffè freddo diventa qualcosa di simile a un dessert liquido, solo che è perfettamente accettabile berlo alle otto del mattino.

Come fare le orecchiette a Bari, non solo guardare

Se vuoi portarti a casa qualcosa di più di qualche foto, iscriviti a un corso di preparazione delle orecchiette. Dura un paio d’ore, costa poco, e ti permetterà di tornare a casa raccontando che “sì, le so fare” (anche se probabilmente le tue sembreranno più delle pagnotte informi rispetto a quelle delle signore). Ma il bello è proprio lì: nel tentativo, nelle risate, nel capire che dietro a un piatto semplice c’è un gesto antico che si tramanda da generazioni.

La città nuova e le sue sorprese

via sparano bari
Palazzo Mincuzzi, il simbolo di Via Sparano

Bari non è solo centro storico. Il quartiere Murat è la parte ottocentesca della città, quella con le strade dritte, i negozi eleganti, le vie dello shopping. È dove i baresi fanno la passeggiata serale, quella che altrove si chiamerebbe “struscio” e qui è un’istituzione sociale.

Il quartiere Umbertino è ancora diverso: palazzi liberty, facciate decorate, un’eleganza un po’ sbiadita che racconta di un’epoca in cui Bari voleva sembrare una piccola Parigi del sud. Vale una passeggiata lenta, col naso all’insù.

E poi c’è il Teatro Petruzzelli, uno dei teatri più grandi d’Italia, ricostruito dopo un incendio devastante negli anni ’90. Se riesci a vedere uno spettacolo, fallo. Altrimenti, anche solo ammirare la facciata di sera, illuminata, è uno di quei momenti in cui Bari ti ricorda che sa essere anche solenne.

Per l’arte, la Pinacoteca Corrado Giaquinto offre un viaggio dal Medioevo al Novecento in un palazzo che da solo vale la visita. Non è enorme, il che è un pregio: puoi vederla tutta senza quella stanchezza da museo che ti fa odiare anche i capolavori.

Il mare di Bari, finalmente

Il lungomare Araldo di Crollalanza è una passeggiata di qualche chilometro che ti porta fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro. Sì, si chiama davvero così, e sì, è una spiaggia libera in pieno centro città. D’estate è affollatissima, ma in primavera o autunno puoi anche fare il bagno in relativa tranquillità.

Se vuoi qualcosa di più esclusivo, noleggia un tour in barca e fai un giro lungo la costa. Vista dal mare, Bari ha un profilo diverso, più antico, più misterioso. E poi c’è quella cosa di stare su una barca nel Mediterraneo che non smette mai di sembrare un lusso, anche quando non lo è.

Gite fuori porta (ma neanche troppo fuori)

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Polignano a Mare

A trenta minuti di auto c’è Polignano a Mare, quel paese con le case a picco sul mare che hai sicuramente visto su Instagram almeno tremila volte. Le foto non mentono: è davvero così bello. Vai la mattina presto o verso sera, evita il picco turistico di mezzogiorno.

Se hai un po’ più di tempo, i trulli di Alberobello sono patrimonio UNESCO e sembrano usciti da una fiaba — quelle costruzioni coniche di pietra che non esistono in nessun altro posto al mondo. Oppure esplora le calette della costa, quelle insenature nascoste dove il mare è di un blu che non ha un nome preciso.

Un’ultima cosa prima di salutarci

Ho iniziato dicendo che Bari non si lascia visitare, e concludo confermandolo. Questa città ha un ritmo suo, fatto di pause lunghe, di chiacchiere sui gradini, di pranzi che durano tre ore e di passeggiate serali senza destinazione.

Le venti cose che ti ho raccontato sono un punto di partenza, non un traguardo. La ventunesima cosa da fare a Bari è smettere di contare e lasciarti portare dove capita. Un vicolo che non avevi notato, un forno di cui nessuno ti aveva parlato, una vista sul mare da un balcone qualsiasi.

Bari non vuole essere spuntata da una lista. Vuole essere vissuta, un morso di focaccia alla volta.